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il Duomo - la Cattedrale di Ascoli Satriano
Navata destra (a partire dal portone d'ingresso)

Fonte battesimale del sec. XVIII, di ignoto artista locale, in marmi policromi. Il fonte che ha la forma di una pigna sagomata, presenta una base quadrata che regge il catino ottagonale. Su di essa si aprono (sui 4 lati) 4 porticine in argento. Il fonte battesimale è delimitato da un cancello in ferro sulla cui sommità è raffigurato lo stemma di Ascoli.

Tomba di Mons. Domenico Cocchia, vescovo di Ascoli Satriano e Cerignola, in marmo bianco, vi è scolpito il busto del frate cappuccino sorretto da un capitello, alle spalle vi è il pastorale ed una palma sotto lo stemma episcopale e riprodotti in dimensioni naturali un angelo che abbraccia un misero con una stampella e lo indica a Mons. Cocchia. La lapide è opera dei fratelli Pergola di Cerignola ed è stata offerta dalla Banca Cattolica nel 1925.

Altare del Crocifisso, è un altare marmoreo (sec.XIX ad opera della Bottega di marmorai napoletani), a muro in marmo bianco, presenta un primo piano inferiore diviso in riquadrature e decorato da tarsie marmoree policrome. Al centro è posto il paliotto. Su di esso una sottile mensa in marmo bianco è retta da due mensole con decorazione a conchiglia. Sulla mensa un secondo ripiano a parete con la stessa decorazione marmorea ed al centro un piccolo tabernacolo a tempietto. Anche la balaustra in entrambi i bracci, richiama nella decorazione dei marmi quella dell'altare. Dal 2016, dopo quasi un secolo, la tela raffigurante Maria Assunta, presente nella cappella dell'ex seminario interdiocesano di Ascoli Satriano, per volere del vescovo mons. Luigi Renna, viene riportata in cattedrale e posizionata nella cappella del crocifisso che, a sua volta viene tolto per essere collocato in un altro luogo. Attualmente è presente una statua di S. Michele Arcangelo.

Tomba di Mons. Vittorio Consigliere, vescovo di Ascoli Satriano e Cerignola; essa è in marmo bianco a forma di tempio sorretto da due colonne in marmo marrone e capitelli bianchi, alla base vi è il sarcofago. Sul sarcofago vi è una base in marmo con sopra un cuscino, dove sono deposti una croce, la mitra ed il pastorale. La parete in marmo grigio è sormontata da un arco in marmo bianco e, al centro, racchiuso in una cornice, vi è il busto di Mons. Vittorio Consigliere.

Altare Madonna dell’Addolorata, del sec.XIX ad opera della bottega di marmorai napoletani, a muro in marmo che presenta inferiormente il paliotto contenente la statua del Cristo morto. Ai lati, due piccole colonne, in marmo rosso reggono una sottile mensa di marmo bianco. Al centro il tabernacolo a tempietto. Nella parte superiore la nicchia della Madonna dell’Addolorata, vestita di nero e con il cuore trafitto da sette spade.

Altare di San Leone, altare che nel 1650, il vescovo Pirro Luigi Castellomata dedicò a S.Leone, 1° vescovo di Ascoli Satriano-Ordona. Autore Bottega di marmorai napoletani,  a muro in marmo bianco, presenta un primo piano inferiore diviso in riquadrature e decorato da tarsie marmoree policrome. Al centro è posto il paliotto. Su di esso una sottile mensa di marmo bianco è retta da due mensole con decorazioni a conchiglia. Sulla mensa un secondo ripiano a parete con la stessa decorazione marmorea e al centro un piccolo tabernacolo a tempietto. Nella nicchia superiore trova posto la statua di S. Leone vescovo (sec. XVIII di ignoto artigiano locale), essa riproduce il vescovo in atto benedicente; sul petto reca una teca con reliquia. Nella mano sinistra reca il pastorale e la Bibbia ed è adorno di piviale. La statua è tutta stuccata e nella parte superiore è decorata in oro e con altri colori.

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Navata sinistra (a partire dal portone d'ingresso)

dipinto "S. Pietro riceve le chiavi"Altare di San Pietro, è ornato da cornici con stucchi bianchi in barocco napoletano, ai lati verticali sono raffigurati, partendo da sotto, giochi floreali, un’aquila a bassorilievo, la testa e le ali di un angelo in un tondo, il corpo femminile e sulla testa un puttino.  La parte superiore della cornice ha un primo bassorilievo con ornamenti a rilievo di animali e disegni geometrici, al centro un capitello con un putto. Al di sopra vi è un ulteriore capitello, il tutto sormontato da un quadrato, sempre in bassorilievo a stucco, raffigurante l'Eterno Padre benedicente appoggiato su una base di nuvole. Questa cornice racchiude un dipinto del 1712 di Francesco Santulli, olio su tela, rappresenta la figura del Cristo avvolto in un ampio mantello rosso, alla sua destra la figura di S. Pietro inginocchiato nell'atto di chi ha appena ricevuto le chiavi. Nel 1854 Gioacchino Visciòla ha fatto apporre una lapide dedicatoria in marmo bianco a memoria della sua famiglia, con una dedica particolare al Vescovo Leonardo Todisco Grande che, in seguito al terremoto del 1851, si era prodigato per la ricostruzione del Seminario, di un nuovo refettorio, aule scolastiche e l’oratorio. Per l’occasione ha restaurato l’altare. Sulla parte alta della lapide è riportato uno stemma, quello della famiglia Visciòla, con al centro un albero, sicuramente di vìsciole, ed un serpente che si attorciglia sul tronco.

dipinto "Madonna del Rosario e Santi"Altare dei Santi Patroni, è il  primo e più antico degli altari dedicati a S.Potito. Al centro del paliotto, in marmo bianco c'è il dipinto "Madonna del Rosario e Santi" (sec.XVIII - ignoto artista locale) ad olio su tela con cornice d'epoca lignea con decorazione di stucchi a stampo. Rappresenta la Vergine in alto con il Bambino circondata da un coro di angeli. In basso, oltre le nuvole, ci sono due vescovi completi di mitra, piviale e pastorale e, al centro S. Potito. Egli ha la mano destra sul petto, mentre pesta col piede la testa ad un diavolo che guarda verso il cielo, il diavolo tiene una catena al collo. 

Altare di Sant’Anna, del sec. XVII-XIX, autore: Bottega di marmorai napoletani, in marmo, a muro, presenta un paliotto decorato da tarsie marmoree geometriche. Ai suoi lati, due pannelli con analoghe decorazioni, recano stemmi in marmo bianco. L’altare è inserito in una grande edicola in pietra: su alti zoccoli ai lati del paliotto, che recano due stemmi in pietra, rosette ed altri motivi floreali riempiono gli spazi. All’interno, l’edicola è rivestita in onice. La balaustra in entrambi i bracci per scelta di marmi e decorazioni, si avvicina alla tipologia decorativa dell’altare. Alla sommità dell'edicola si legge: "CAPPELLA GENTILIZIA DELLA FAMIGLIA D'ALESSANDRO RESTAURATA NEL 1912." La grande edicola in pietra, invece, è da ritenersi più antica, seicentesca, quando probabilmente la cappella era di proprietà Troiani, di cui c'è il ricordo del nome e del cognome (1a iscrizione). A questa famiglia si potrebbe attribuire, l'altro, stemma gentilizio posto sugli zoccoli in pietra. Nella nicchia sovrastante vi è il busto raffigurante "S. Anna e la Vergine" (XVIII - XIX di ignoto artista locale), in legno dipinto. Il busto rappresenta S. Anna che regge la Vergine in piccola età sul braccio sinistro.

dipinto "la Madonna del Rosario con Bambino tra le braccia e angeli ai lati"Altare Madonna del Rosario, del sec.XVIII di autore ignoto, in marmo bianco, leggermente concavo presenta le stesse caratteristiche e decorazioni degli altari precedenti. Al centro del paliotto, in marmo anch'esso,  si evidenzia un bassorilievo ovale in marmo bianco raffigurante la Madonna del Rosario con Bambino tra le braccia e angeli ai lati. L’altare è completato da un tabernacolo a tempietto. Dietro l’altare, ma straccata come struttura, si eleva una edicola settecentesca in stucco con decorazioni di angeli che reggono in mano cornucopie, tralci, ecc. La balaustra, nei due bracci, riprende la stessa decorazione dell’altare. Sotto il primo gradino si legge: "Tempore prioriatus Josephi Rosario A.D. 1793".  Sull'altare vi è una splendida tela raffigurante la "Madonna del Rosario" di Paolo de Matteis, firmata e datata: Paulus de Matthei pingebat A.D. 1777

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il Presbiterio

Al presbiterio si accede tramite quattro gradini. Al centro l'altare maggiore marmoreo, dedicato alla Natività di Maria S.S., è del sec. XVIII di autore ignoto, della Bottega di marmorai napoletani, in marmo bianco, presenta una ricca profusione di marmi policromi (verdi, rossi, gialli, senape), cartigli e ricicli in marmo bianco. La decorazione con motivi geometrici è sparsa e si sofferma maggiormente sui punti nodali: Tabernacolo e paliotto. La sua precedente ubicazione era in S. Maria del Popolo, come anche il crocifisso ligneo del XIII sec. che sovrasta l'altare, poi portati nell'attuale chiesa Cattedrale nel 1770. L'altare rientra, come gli altri della chiesa, nella vasta opera di restauro iniziata dal vescovo De Martinis nel 1728.

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gli Affreschi

la "Natività di Maria" "Lapidazione di S.Stefano"Nella volta un affresco raffigura il "Coro di angeli" del XVIII sec. di ignoto artista locale. Esso rappresenta un coro di angeli che fanno cerchio intorno alla colomba dello Spirito Santo. La luce che da questa si irradia, illumina i volti degli angeli.  La resa pittorica di questo affresco è notevole e la capacità decorativa rimanda ad analogie stilistiche con gli altri affreschi della stessa chiesa. Per questo motivo, probabilmente è da ritenere che su di esso abbia operato lo stesso Vito Calò . Ai quattro lati dell'affresco si possono ammirare i quattro dottori della chiesa occidentale: S.Girolamo, S.Ambrogio, S.Agostino e S.Leone Magno. Nella volta della navata centrale troviamo un affresco che raffigura la "Lapidazione di S.Stefano" del sec. XVIII di ignoto artista locale. Il Santo è rappresentato al centro, circondato dai carnefici che lo lapidano, in ginocchio. Al centro un affresco raffigura  la "Natività di Maria" del sec. XVIII (datato 1778) di Vito Calò. Il dipinto raffigura il Padre eterno che assiste dall'alto fra le nubi ed un coro di angeli con rose e fiori. Sotto un baldacchino a sinistra è rappresentata S. Anna a letto assistita da due ancelle. Altre donne si occupano della Vergine bambina, mentre S. Gioacchino è rappresentato con lo sguardo rivolto al cielo nell'atto di ringraziamento. Nel fondo ci sono elementi architettonici e a destra, invece, altre donne affaccendate. In primo piano sono raffigurati due angeli con cesti di fiori vicino ad una balaustra ornata. In basso a sinistra sulla volta si legge: "Vito Calò pinxit 1778".L' ultimo dei tre è un affresco che rappresenta "S.Leone e S.Biagio vescovi" del sec. XVIII di ignoto artista locale. Il dipinto raffigura i due vescovi in gloria circondati da angeli. In secondo piano si nota un paesaggio collinoso, probabilmente l'antica Ascoli. I vescovi sono rappresentati con la mitra in testa, il pastorale in mano e adorni di ampi panneggi.

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le Cappelle

Cappella dell' IMMACOLATA CONCEZIONE, in fondo alla navata destra troviamo la cappella dell'Immacolata Concezione dove è situato un altare in marmo bianco del sec. XVIII di autore ignoto, bottega di marmorai napoletani. Nella sua complessità è decorato da tarsie marmoree policrome (verdi, rosse) unite a volute in marmo bianco. I lati che custodiscono il paliotto, anch'esso decorato con intarsi e volute marmoree, si arrotondano verso l'esterno, dando all'altare una forma concava. Entrambi i lati sono costituiti da una serie di lastre marmoree, delimitate da cornici marmoree bianche, su cui sono visibili gli stemmi vescovili. Sopra l'altare, in una nicchia vi è una statua in legno dipinto raffigurante "L'Immacolata"  del sec. XVIII di ignoto artigiano locale. La statua riproduce la Vergine vestita con un mantello svolazzante nell'atto di schiacciare il serpente con la mezza luna su cui poggiano i piedi. Sotto di essa, si nota la rappresentazione del globo terreste e delle nuvole. Ai piedi dell'altare vi è la pietra tombale del Vescovo Leonardo Todisco Grande.

particolare altare - busto e reliquiario braccio di S. PotitoBusto argenteo di San Potito Martirereliquia dell'osso dell’avambraccio di San Potito Martire, racchiuso in un artistico braccio d’argentola PetagnaCappella di S. POTITO, a destra del transetto vi è la cappella di S. Potito. Al centro vi è un altare marmoreo del sec. XVIII ad opera dei marmorai napoletani; l'altare in marmo bianco, con decorazioni a tarsie marmoree policrome (verdi e rosse). Il paliotto è decorato da intarsi marmorei con motivi floreali. Ai lati di esso, sui pannelli marmorei, si notano due stemmi vescovili della Curia. In alto, sulla stessa linea del tabernacolo a tempietto ci sono due teste di angeli, in marmo bianco. A coronamento dell'edicola, si legge a grosse lettere: "ALTARE PRIVILEGIATUM." Il vescovo De Martinis, nella visita apostolica del 1728, sollecitava a rifare l'altare rovinato. Quindi fu inserito nell'opera di restauro generale che il vescovo De Martinis operò dal 1728 in poi, abbellendo la Cattedrale con altari nuovi in marmo. Nella nicchia vi è il busto reliquiario raffigurante S. Potito del sec. XVII in argento e pietre preziose, esso poggia su una base di marmo recante la scritta: SANCTE POTITE PROTECTOR ORA PRO NOBIS. Il busto riproduce il santo martire che con la mano sinistra indica la reliquia che è nel petto, chiusa da una preziosa teca e con la destra regge la palma legata da un chiodo.

Cappella del SACRO CUORE di GESU’, in fondo alla navata sinistra vi è la cappella del Sacro Cuore. L'altare (sec. XVIII) opera di marmorai napoletani è in marmo bianco e presenta decorazioni a intarsi policromi marmorei (verdi, gialli) e le altre caratteristiche già presenti per gli altri altari. Ai lati del paliotto vi sono due stemmi della Curia di Ascoli raffiguranti un leone rampante su colline e tre gigli fiorentini sulla testa. Sull'altare, staccata, si eleva un'edicola con stucchi barocchi.  La statua del Sacro Cuore di Gesù, che fu regalata dal sacerdote ascolano Mons. Santoro, assessore della Congregazione Vaticana Concistoriale (oggi detta Congregazione dei Vescovi) quando fu nominato vescovo della diocesi di Ascoli Satriano e Cerignola S.E. Mons. Vittorio Consigliere. Sulla parete destra troviamo un dipinto raffigurante "Adorazione dei pastori" del XVIII sec. (datato 1796) di ignoto artista locale, olio su tela. Sulla parete sinistra, invece, c'è un dipinto raffigurante "L'ultima cena" del XIX sec. di ignoto artista locale, olio su tela. Nel transetto, nello spazio antecedente la Cappella di S. Giuseppe vi è un dipinto raffigurante "Madonna con Bambino" della II metà del sec. XVIII di ignoto artista locale, olio su tela, cornice d'epoca con decorazione in stucchi a stampo, corona d'argento applicata.

dipinto "il Transito di S. Giuseppe"Cappella di S. GIUSEPPE, a sinistra del transetto vi è la cappella di S. Giuseppe della prima metà del sec. XVIII della Bottega di marmorai napoletani. L'altare, in marmo bianco, presenta decorazione ad intarsio di marmi policromi (rosa e verde) per tutta la grandezza. Le caratteristiche stilistiche sono uguali a quelle degli altri altari. Il paliotto in marmo verde, reca al centro i segni di un bassorilievo ora mancante e su i due pannelli laterali, due stemmi vescovili in marmo bianco, raffiguranti un campanile o una torre avente sulla sommità un merlo. Il tabernacolo a tempietto posa su una mensa di marmo. Gli stemmi vescovili sono forse del vescovo Campanile (1737-1771) e quindi è possibile chiarire la committenza di un successivo restauro (probabilmente fu inserito nell'opera di restauro iniziata dal vescovo De Martinis). Sopra l'altare vi è il tabernacolo dove è riposto il Santissimo Sacramento. Tutti i giovedì mattina vi è l'esposizione del Santissimo Sacramento e tutta la comunità vi sosta in adorazione. Nella nicchia superiore vi è la statua raffigurante S.Giuseppe del sec.XVIII di ignoto artigiano locale, in legno dipinto. Sulla parete sinistra vi è la lastra tombale del vescovo Marco Lando della fine del sec. XVI di ignoto lapicida locale, in pietra. La lastra raffigura il vescovo con le mani incrociate nella rappresentazione canonica della morte, mentre reca il pastorale. Il capo poggia su un cuscino, ha in testa la mitra e indossa ricchi vestiti adatti al suo rango. La lastra tombale ora consumata e difficile da leggere, doveva essere di notevole pregio quando si trovava nel pavimento della navata centrale della Chiesa Cattedrale.  Sulla parete destra vi è la lastra tombale del milite Antonio De Laurentiis ( forse della fine del sec. XVI ) di ignoto lapicida locale, in pietra. La lastra tombale raffigura il defunto dormiente con il capo reclinato sul braccio destro, la gamba destra flessa in avanti e il braccio sinistro piegato lungo il corpo, adorno di spada con calzari e speroni, l'elmo piumato posato sul petto e dietro la testa una mazza ferrata e un fodero. Sopra questa lastra vi è il dipinto raffigurante "il Transito di S. Giuseppe" di Corrado Giaquinto (1703 - 1766), olio su tela.  All’ingresso della cappella, ai due lati dell’arco in pietra, sono collocate due porta lampade pensili in ottone, del 1600.


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