Home > Arte e Cultura > Siti archeologici > Tombe Daune in via Orta Nova (zona P.I.P. - 2006)

14 Aprile 2006: scoperte quattro tombe di epoca Dauna, sono affiorate durante gli scavi per costruire un salumificio in via Orta Nova ( zona P.I.P. ), risalgono al IV°-V ° secolo a.C. , sono 36 i reperti venuti alla luce. Dal ricco corredo femminile, trovato in due dei sepolcri, gli studiosi pensano che le donne sepolte nell’area sepolcrale appartenessero all’alta società del tempo. All’interno delle antiche tombe sono stati trovati anche fibule in ambra e altri oggetti ornamentali, oltre a numerosi vasellami di pregevole fattura. Una delle altre tombe forse era di un guerriero, poiché nel corso degli scavi sono stati trovati due parastinchi e un cinturone, tutti in bronzo. Tra i reperti anche alcuni non risalenti all’epoca Dauna, a testimonianza forse che la popolazione locale era venuta in contatto commercialmente con altri popoli o, forse, segno che quella stessa area potrebbe aver ospitato popolazioni fino ad ora sconosciute. Nella necropoli è stato rivenuto anche un interessante mosaico per potrebbe rappresentare la «strada rituale», il passaggio tra le tombe della necropoli.

15 Maggio 2006: finora sono state scoperte circa sei tombe a fossa con corredi ricchi di reperti archeologici. Le prime due tombe a corredo vascolare femminile hanno portato alla luce circa 54 pezzi in ceramica con alcune fibule in bronzo, abbellite con dei vaghi in ambra. La terza sepoltura invece, presentava un corredo vascolare maschile, con la presenza di un uomo che indossava degli schinieri e un cinturone in bronzo. Non potevano mancare i reperti in ceramica, fatti maggiormente a vernice nera, una ceramica molto pregiata per l’epoca e ancor di più di valore in quest’era moderna. Ma nello scavare gli archeologi non si aspettavano di ritrovare un vero e proprio “forziere della storia dauna”. Difatti l’ultima tomba ritrovata può essere considerata certamente la più maestosa e emozionante dell’intero scavo che non è ancora stato ultimato, e forse dell’intera Capitanata. La struttura tombale si estende all’incirca su una superficie di 3 metri di lunghezza. All’interno sono rinvenute tre deposizioni con 80 reperti in ceramica con dei piccoli pendagli in ambra; come ad esempio uno scarabeo in miniatura, deposto sulle salme che dalle prime indiscrezioni sembrano essere state definite in un nucleo famigliare composto da padre madre e un bambino posto ai piedi dei genitori. I reperti in ceramica erano deposti in un angolo della tomba. Particolari e di enorme valori un Kilyx e Skyphos con una raffigurazione di una civetta oltre a brocche a vernice nera, che come è usuale erano reperti alla base del corredo delle tombe daune. Ma due reperti in particolare sono di pregiata manifattura: un vaso filtro con le gambe dipinto di blu, e un vaso a testina di donna a vernice nera. Oltre alle strutture tombali, sono affiorati dal terreno ben 5 selciati costituiti da ciottoli di fiume. Maestosamente si estendono su una superficie di 5 metri per 6, che, inoltre, si vanno espandendo al di la del limite di scavo facendo presagire una continuità .


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