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Parco archeologico dei Dauni - Largo M. Teresa di Lascia 1
Tel. 0885 - 662186 

Orari di apertura:
da Martedì a Sabato 8.00 - 13.30 e 15.00 - 16.10 
Domenica e festivi 8.00 - 13.30 e 15.00 - 16.10
Lunedì Chiuso

"Dopo una frequentazione avvenuta nel neolitico inferiore attestata sulla collina del Serpente, il luogo della odierna Ascoli Satriano, al pari di altri insediamenti della Daunia antica, si organizza fra il VIII° e III° secolo a.C. con un’occupazione sparsa di territorio vastissimo (circa 80 ettari). Questo, dalla sponda sinistra del Carapelle, risale sino a comprendere l’attuale abitato e principalmente le sue alture: S. Rocco, Cimitero vecchio, Pompei, Serpente, Mezzana la Terra.  La collina del Serpente è con probabilità il punto di riferimento delle comunità locali. L’elemento più caratterizzante la cultura di Ausculum è la produzione locale di ceramica a decorazione geometrica, tipica per le particolari fogge vascolari e per l’ornato con inserzioni vegetali. Il passaggio dalla cultura Dauna a quella Romana avverrà gradatamente e in modo non traumatico, così come dimostrano le tombe aristocratiche della collina del Serpente (tomba della Principessa), che attestano la presenza in età post annibalica (II° secolo a.C.) di ricchi ceti sociali."


La collina del Serpente, costituisce un campo privilegiato per ricerche archeologiche sulla daunia preromana. Già agli inizi del Novecento Pasquale Rosario, veterinario comunale, studioso di antichità, ispettore dei Monumenti e degli Scavi di Antichità, informava di scavi clandestini sull’altura. Le occasioni all’archeologia ufficiale si presentano solo con i primi interventi di opere pubbliche cui a partire dagli anni ’60 la collina era stata interessata o solo destinata. I primi ritrovamenti e scavi organizzati ebbero luogo in occasione dell’installazione del ripetitore RAI, poi dell’ampliamento del campo sportivo e della prevista edificazione, sempre sull’altura, della palestra comunale. Per l’autorizzazione di quest’ultima opera, furono eseguiti dalla Soprintendenza  saggi preliminari. Le strutture archeologiche allora individuate motivarono l’avvio di uno scavo sistematico che consentì di portare alla luce il santuario daunio. Già abitata nel neolitico inferiore, come attesta un tratto di fossato individuato sul versante sud ovest (non visibile), l’altura del Serpente fu un luogo di riferimento per le comunità dell’insediamento preromano di Ausculum. Adibita a necropoli fra il VI° e IV° sec. a.C., probabilmente in relazione con abitazioni in capanne sinora non individuate, la collina fu interessata nel V° sec. a.C. dalla costruzione di un grande edificio per le riunioni pubbliche e religiose delle comunità locali. L’altura abbandonata alla fine del IV°- inizi del III° sec. a.C., continuò ad essere utilizzata per sepolture degli aristocratici locali per tutto il II° sec. a.C. Recente è il ritrovamento in un’area esterna all’ingresso del parco di una necropoli di età imperiale disposta lungo la strada che conduceva in Lucania. Il parco comprende un percorso guidato tra le suggestive emergenze della collina e una sala didattica dotata di supporti audiovisivi e di pannelli esplicativi dell’evoluzione dell’antica Ausculum. Di notevole interesse l’ampia pavimentazione a ciottoli fluviali con disegni geometrici del santuario di età tardoantica, considerato unico dagli esperti, così come la tomba della Principessa, la tomba del Guerriero, la tomba delle Coppe di vetro, l’area monumentale del parco. Tali rinvenimenti sono stati il frutto di diverse campagne di scavi da parte della Soprintendenza della Puglia e delle Università di Potenza e Innsbruck. Il Parco Archeologico è stato aperto al pubblico nel 1995.

 Area abitazioni

Nel corso del IV° sec. a.C. in un’area, precedentemente destinata alle sepolture, viene edificata una casa pertinente ad un nucleo familiare di elevato livello sociale. La casa è costituita da due settori distinti: il primo, scandito da tre ambienti, corrisponde alla parte residenziale vera e propria dell’edificio, la quale doveva presentare anche un secondo piano. Il secondo settore della casa era incentrato su una vasta area a cielo aperto, caratterizzata da una pavimentazione a ciottoli, sulla quale si affacciavano una serie di ambienti quadrangolari. Il rinvenimento di uno scarico di materiali nell’area delimitata dalla pavimentazione a ciottoli, tra cui spiccavano forme destinate al banchetto e alla celebrazione di riti, porterebbe ad identificare in questo settore della casa lo spazio destinato allo svolgimento di pratiche cerimoniali e conviviali, dove il proprietario e gli ospiti si riunivano per il banchetto.

 La casa Dauna

Nella pianta riecheggia soluzioni dell’edilizia domestica greca, è caratterizzata da un cortile centrale, attorno al quale si aprono ambienti di diversa funzione. Dal vano d’ingresso era possibile accedere da un lato del magazzino, dove erano conservati i grandi contenitori in terracotta per derrate, dall’altro al cortile sul quale si apriva un portico con pilastri lignei. Lo spazio scoperto della casa che costituiva, secondo la norma, lo spazio di raccordo tra i vani residenziali della casa, era destinato ad attività domestiche. L’impianto della casa risale alla metà del IV° sec. a.C. Il suo abbandono è inquadrabile cronologicamente tra la fine del IV° e l’inizio del III° sec. a.C., quando in conseguenza dell’intervento romano in Daunia, si assiste anche ad Ausculum ad una ridefinizione globale dell’insediamento, che sembra concentrarsi nell’area dell’attuale centro storico di Ascoli Satriano. La tecnica costruttiva della casa prevedeva la realizzazione di murature costituite da uno zoccolo di pietra e ciottoli sul quale si impostava un alzato in mattoni crudi o argilla compressa. Le coperture in tegole su carpenteria lignea, presentavano lo spiovente rivolto verso il cortile dove una canalizzazione in coppi consentiva lo smaltimento dell’acqua piovana all’esterno.

 Il Santuario

Un grande complesso sacro occupa il settore sud-orientale della collina del Serpente. L’area, già interessata dalla presenza di rilevanti tombe del VI°-V° sec. a.C., collegabili ad abitazioni di cui non restano tracce, viene adibita a spazio sacro forse già entro la fine del V° sec. a.C. L’edificio principale dell’area sacra, a pianta rettangolare (m.6,40 x 16,10), aperto ad est, è costituito da un ampio ambiente preceduto da un vestibolo, di cui restano solo le fondazioni in pietre e frammenti di tegole che dovevano reggere un elevato in terra cruda. Alla metà del IV° sec. a.C., si data quanto rinvenuto del tetto a doppio spiovente, crollato all’interno dell’edificio, il quale era costituito da tegole e coppi, ed era decorato da antefisse di forma pentagonale a palmetta. All’esterno viene realizzata in questa fase una straordinaria pavimentazione in ciottoli, dall’elegante decorazione geometrica, che viene a sigillare una sistemazione precedente caratterizzata da una serie di piccole strutture provvisorie, allestite per lo svolgimento di cerimonie. Anche la vasta pavimentazione in ciottoli rimanda alla celebrazione di cerimonie che dovevano scandire la frequentazione dell’area. A sud e ad ovest dell’edificio sono state rinvenute due piccole strutture rettangolari, che dovevano essere collegate da un ulteriore percorso in ciottoli, caratterizzate da un alzato in materiale deperibile e un tetto in tegole a doppio spiovente decorato da antefisse con testa di gorgone. All’interno, sigillati dal crollo del tetto, c’erano numerosi manufatti ceramici e ossa di animali, che attestano lo svolgimento di rituali sacrificali.

 La via Processionale

L’area culturale che occupa il settore sud-orientale della collina del Serpente ha restituito, tra l’altro, un percorso dall’andamento non rettilineo, realizzato in ciottoli fluviali, lungo la quale si affacciano piccoli edifici quadrangolari. L’oikos settentrionale era pavimentato con lastre calcaree e ciottoli, quello meridionale presentava il piano di calpestio in terra battuta mista a ciottoli. L’elevato doveva essere realizzato da pali che reggevano un tetto in tegole a doppio spiovente decorato da antefisse. Al di sotto del crollo delle coperture sono stati rinvenuti numerosi materiali ceramici destinati al banchetto: coppe, piatti, brocche a vernice nera, grandi contenitori di produzione locale. L’indagine effettuata al disotto del percorso in ciottoli ha permesso di recuperare alcune monumentali sepolture a fossa rettangolare, scavate a notevole profondità e provviste di coperture realizzate con grandi lastre. Le tombe, realizzate nel IV° sec. a.C., sono state riutilizzate per nuove deposizioni nella seconda metà del IV° sec. a.C., epoca in cui è stato realizzato anche il percorso a ciottoli. Ricchissimi sono i corredi rinvenuti, tra i quali spicca ceramica apula a figure rosse, ceramica geometrica daunia, a vernice nera. Grazie alla scoperta delle ricche tombe aristocratiche è possibile ipotizzare che il percorso costituisse una via processionale funzionale alle cerimonie funebri, che dovevano trovare spazio anche all’interno degli oikoi. Questi ultimi, forse connessi alla conservazione di manufatti a destinazione rituale, destinati a banchetti che dovevano accompagnare le periodiche celebrazioni dei defunti, potrebbero essere stati usati anche per la prothesis, l’esposizione del cadavere per l’ultimo saluto della comunità, prima della sepoltura.


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