Home > la Città > Cenni storici > La battaglia di Ausculum Apulum - Pirro ( 279 a. C. )

Pirro
Busto di Pirro
Museo Archeologico Nazionale di Napoli

Spostamenti esercito epirota durante la guerra
(280-275 a.C.)
 

Ascoli Satriano, la valle del Carapelle e i Monti Carpinelli

 


« ... gli eserciti si separarono; e, da quel che si dice, Pirro rispose a uno che gli esternava la gioia per la vittoria che "un'altra vittoria così e si sarebbe rovinato". Questo perché aveva perso gran parte delle forze che aveva portato con sé, quasi tutti i suoi migliori amici e i suoi principali comandanti; non c'erano altri che potessero essere arruolati, e i confederati italici non collaboravano. Dall'altra parte, come una fontana che scorresse fuori dalla città, il campo romano veniva riempito rapidamente e a completezza di uomini freschi, per niente abbattuti dalle perdite sostenute, ma dalla loro stessa rabbia capaci di raccogliere nuove forze, e nuova risolutezza per continuare la guerra ... »  ( Plutarco )

Pirro:  « se avessi avuto io soldati come quelli romani, io avrei dominato il mondo »


Diverse fonti (Dionigi di Alicarnasso, Frontino, Plutarco e Floro) sono concordi che la battaglia si svolse nei pressi di Ausculum (Ascoli Satriano) nel 279 a.C. fra le armate romane agli ordini dei consoli Publio Decio Mure e Publio Sulpicio Saverrione, e la coalizione di forze tarantine, sannite ed epirote alla cui guida era Pirro, Re dell’Epiro. La battaglia vinta dai tarantini con migliaia di perdite umane, passò alla storia per aver fatto esclamare al Re degli Epiroti “Un’altra vittoria così e sarò perduto!”. Dopo la battaglia di Ascoli Satriano, i romani coniarono il termine “Vittoria di Pirro”, per identificare appunto una vittoria pagata a caro prezzo che non porta a risultati tangibili.

La strategia:
Le azioni di disturbo romane ai danni degli epiroti erano continue e non appena un drappello di soldati veniva sconfitto, subito un altro ne prendeva il posto, tant’è che anche all’interno della fortificatissima Taranto nessuno si sentiva veramente al sicuro. Pirro, desideroso di sollevare tutta l’Italia meridionale contro i romani, assemblò un esercito di 40.000 uomini formato da mercenari, alleati macedoni, cavalieri etoli, ma anche sanniti e tessali. L’idea di Pirro era quella di dirigersi a nord ed entrare dal basso Lazio per cogliere Roma di sorpresa, si diresse quindi in Daunia, corrispondente oggi a quella che è la provincia di Foggia. Le spie romane, avendo avuto la certezza di tale piano, fecero si che l’esercito dell’Urbe, attirasse il variegato esercito nemico fra il torrente Carapelle e i monti Carpinelli, un luogo piuttosto angusto dove l’impatto della forte cavalleria greco-macedone potesse avere meno spazio di manovra. Pirro, inoltre portava con se 19 elefanti da guerra, cosa che riduceva ulteriormente le possibilità di manovra del suo esercito. Anche i romani schieravano circa 40.000 uomini, quattro legioni romane e quattro formate da alleati latini ed etruschi. Lo storico Polibio ci indica di come probabilmente siano stati i Dauni, alleati di Roma a suggerire e a scegliere il luogo della battaglia, e di come Pirro vista neutralizzata dalla conformità del territorio, la carica dei suoi cavalieri, e della inferiorità della sua fanteria, avesse deciso di schierare le proprie falangi di picchieri, alternate ai manipoli alleati e ai mercenari.

Lo scontro:
La battaglia si sviluppò nell’arco di due giornate e venne interrotta solo per il calare del sole. Il primo giorno i Romani cercarono di contenere le armate nemiche, ma la prima legione indietreggiò a causa della carica degli elefanti, allo stesso tempo il centro dello schieramento epirota venne completamente spazzato via dalla terza e dalla quarta legione romana. Sempre nella stessa giornata, i Dauni, popolazione stanziata in quei territori e alleati dei romani, con un drappello di armati, affiancati da alcuni soldati della prima legione, abbandonarono il teatro della battaglia per tentare di saccheggiare il campo nemico, questo tentativo venne prontamente sventato dai cavalieri epiroti, che dispersero Dauni e Romani nei boschi, dai quali non furono più stanati. La cavalleria greca venne poi a sua volta, attaccata e dispersa da quella romana.

Nel secondo giorno di battaglia, gli epiroti occuparono le alture e i boschi che il giorno prima avevano dato riparo a Dauni e Romani, e si schierarono con i Sanniti a destra, la falange greca al centro e a sinistra con gli ausiliari provenienti dalla Lucania e dal Bruzio. Alla ripresa delle ostilità la falange greca si trovò subito in difficoltà per via del terreno accidentato che non garantiva la necessaria compattezza, e fu a questo punto che Pirro giocò la carta decisiva, rappresentata dagli elefanti, e la mossa fu vincente. Non in grado di reggere l’urto dei grandi pachidermi le legioni romane vennero sopraffatte, tuttavia non si dispersero ma tentarono di procurare ferite ai grossi animali con il lancio di frecce e dardi. E proprio in questa circostanza che il console Publio Decio Mure, visto il cattivo andamento dell'azione, con una “Devotio” (una pratica religiosa secondo la quale il comandante romano si immolava agli Dei Mani per ottenere, in cambio della propria vita, la salvezza e la vittoria dei suoi uomini), spiega le sue legioni e non esita a sacrificarsi, come aveva fatto suo padre e il suo avo.

Il fitto lancio di frecce e giavellotti ferì gli elefanti, che, impazziti dalla paura e dal dolore presero a danneggiare anche il proprio esercito, lo stesso Pirro rimase ferito nell’occasione, la battaglia terminò con i romani che con disciplina tornarono al proprio campo, mentre gli epiroti, disordinatamente tentavano di calmare i pachidermi ancora infuriati. Tatticamente la vittoria fu a vantaggio di Pirro, ma i propositi da lui sperati vennero meno, infatti ne Etruschi ne Sanniti ne i Greci di Napoli e Cuma, ebbero il coraggio di sollevarsi a Roma, anzi, questi ultimi mantennero con vigore l’alleanza con l’Urbe.


Fonte:
- "Perché la rievocazione storica della battaglia di Pirro", relazione di Francesco Capriglione, ottobre 1987
- https://romaeredidiunimpero.altervista.org/battaglia-di-ascoli-satriano/
-
https://www.romanoimpero.com/2018/12/battaglia-di-ascoli-satriano.html
- https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Ascoli_(279_a.C.)


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