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“La città di Ascoli Satriano affonda le sue origini nella più remota antichità; viene ricordata come importante centro della Daunia, con una ricchezza tale da poter battere moneta propria con la scritta Auhsucli (Aiuscla). Nella storia romana viene soprattutto ricordata per la vittoria che Pirro riportò sui romani nel 279 a.C.; Roma poi le concesse la condizione di "municipio" con il nome di Ausculum e godette di autonomia amministrativa.“

Durante la preistoria, i gruppi nomadi si spostavano da un luogo all’altro del territorio ascolano. Tuttavia, nel periodo neolitico, con la coltivazione della terra nacque il senso della proprietà privata, che portò la popolazione a stabilizzarsi. Però i pastori erano sottoposti a continui movimenti, dovendo cercare le zone di pascolo adatte alle varie stagioni dell’anno. Questi spostamenti portarono alla diffusione della loro cultura, a contatti con altre popolazioni e culture ed alla creazione di vari inse­diamenti stagionali. Così si compenetrarono, in territorio ascolano, elementi dauni ed osco-sabellici, prima che apparissero nel Tavoliere gli Osco-Sanniti.

Gli insediamenti preistorici erano diffusi in tutto il territorio ascolano, particolarmente nei pressi dell’ Ofanto, ricchissimo di acqua, e in località Lagnano. La città dauna invece aveva forse il suo centro sulla collina Serpente con una vasta necropoli all’intorno. Nei periodi più antichi, inoltre, case e tombe si mescolavano, anche se esistevano alcune zone adibite soltanto a necropoli. La città romana subì vari spostamenti dall’altura alla pianura tra Sedia d’Orlan­do e Masseria Giardino, quando divenne colonia militare.

Durante il Basso Impero e l’Alto Medioevo fu riedificata forse sulla collina Torre Vecchia (Pompei), e dopo il terremoto del 1343 sulla collina Castello. Nell’età dei metalli giunsero, provenendo dalla Russia, popoli di origine e lingua indoeuropee, che si sovrapposero alle popolazioni già presenti nel territorio ascolano. L’invasione di questi popoli, avvenuta intorno al 1500 a.C., si effettuò in due fasi: giunsero cioè dapprima i Latini e i Siculi, che diedero vita alla civiltà del bronzo; dopo qualche secolo arrivarono gli Umbro-Osco-Sabelli che, facendo uso del ferro, ricacciarono i Latini nel Lazio e i Siculi in Sicilia; infine, un altro popolo indoeuropeo sopraggiunse a contendere la nostra terra agli Umbro-Osco-Sabelli: gli Illirici. Di questi ultimi facevano parte Dauni, Peucezi, Messapi e Japigi, che si scontrarono e, in parte, si fusero con gli Oski, i quali occupavano il territorio compreso tra Potenza e Foggia e confinavano a sud coi Lucani, ad ovest coi Campani, a nord-ovest coi Sanniti, a nord-est coi Peucezi e a sud-est con Japigi e Messapi. Del gruppo umbro-osco-sabellico facevano parte anche i Piceni delle Marche.

Le popolazioni osco-daune che abitarono il territorio ascolano non costituivano uno stato unitario, non avevano una capitale, ma vivevano in villaggi indipendenti, sebbene fossero legati in federazione, soprattutto per le grandi feste religiose o in caso di estremo pericolo. Questo popolo era formato da pastori e guerrieri nomadi organizzati in tribù. I pastori indoeuropei, arrivati in territorio ascolano in seguito ai movimenti verificatisi intorno al 1800 a.C. nel territorio greco-turco-cipriota e uralo­balcanico, avevano una supremazia di fatto nei confronti delle comunità agricole che incontrarono in territorio ascolano. Giungendo per mare dall’Egeo e dalle coste dell’Asia Minore, coi loro movimenti di transumanza essi contribuirono a diffondere molte parole essenziali della loro lingua. A partire dal XIV secolo a.C., anche i navigatori micenei e illirici sbarcarono in Puglia, influenzandone lingua e arte. Similmente agirono i Siculi. I villaggi agricoli reagirono a questi influssi e immigrazioni affermando gradualmente un dialetto molto specifico e distinto. Ad ogni modo la civiltà degli immigrati fu progressivamente assorbita dagli agricoltori dauni e, tra l’XI e l’VIII secolo a.C., si plasmò una civiltà unitaria. A partire dal XII-XI secolo a.C., alla civiltà pastorale segui una civiltà a sfondo prevalentemente agricolo. Sono state trovate ad Ascoli molte tombe risalenti all’inizio dell’età del ferro (VIII secolo a.C.), ricche di ceramica geometrica e stele daunie. Tra l’VIII e il VI secolo a.C. si intrecciarono contatti con i coloni greci, che modificarono molto le idee, la vita e l’arte ascolana. Ma i maggiori cambiamenti furono portati in seguito dalle popolazioni osco-sannitiche e dai Romani. Nei secoli seguenti si intrecciarono contatti coi coloni greci, che modificarono idee, arte e vita ascolana, finché, nel VI sec., Ascoli appariva, con le altre città daune, completamente grecizzata. Sul modello greco si coniarono monete e si produssero ceramiche, finché non si pervenne a una fabbrica e a una scuola autonoma.

279 a.C. - Ascoli si trovò al centro dello scontro che oppose i Romani, che avevano già fatto grandi passi nella loro espansione sul suolo italico, a Pirro, chiamato in aiuto da Taranto. L’esito della battaglia presso Ascoli, con la quale la città entrò nella storia e che rimane il fatto di maggior rilievo accaduto nel suo territorio, rese proverbiale tanto l’esculana pugna quanto la vittoria di Pirro. Con la definitiva vittoria dei Romani Ascoli passò sotto il loro dominio, amministrandosi con relativa indipendenza e cominciando ad assorbire la lingua latina, mentre attraversava un periodo di grande sviluppo politico-economico. Lo splendore del III sec. finì con le devastazioni subite da Ascoli, nel corso della II guerra punica, per le scorrerie predatrici dei Cartaginesi di Annibale, che svernò in Daunia nel 215 a.C. Seguirono, poi, profonde trasformazioni sociali con il progressivo accrescimento dei latifondi e con l’aumento del lusso e dei prezzi, mentre entrava in crisi l’agricoltura, per le importazioni dalle province, portando alla rovina contadini e piccoli proprietari, che abbandonavano le campagne per rifugiarsi in città,  dove andavano ad ingrossare le schiere dei clienti.

Non riuscendo a godere dei benefici della Riforma agraria di T. Gracco (133  a.C.), gli Ascolani subirono abusi, arroganza ed esosità dai rappresentanti del Senato, finché si ribellarono con insurrezioni represse nel sangue da Calo Cosconio tra il 91 e l'88 a.C.. Ristabilito l'ordine, Ascoli divenne municipium e gli abitanti ottennero la cittadinanza romana con iscrizione alla Tribù Papiria. Il territorio fu diviso e assegnato ai veterani secondo la Lex Julia Sempronia del 90 a.C.

Durante la guerra sociale, C. Silla vi fondò la Colonia Militare Firmana, assegnandola ai veterani della Legio Firma, in località Giardino, vicino al nucleo urbano ascolano, in ottima posizione per controllarne militarmente il territorio. Fu qui che, probabilmente, sostò il poeta Orazio durante il suo celebre viaggio a Brindisi, nel 38 a.C., e fu principalmente questa colonia ad importare definitivamente in Ascoli la civiltà romana.

Sotto Cesare si tentò di favorire il ceto medio ricostruendo la piccola proprietà e ripopolando le campagne, ma già sotto Augusto Ascoli perse gli antichi privilegi connessi al vantaggio di trovarsi sulla via per l'Oriente. Godette, insieme ad Ordona, dei benefici derivanti dalla sistemazione della rete viaria attuata da Traiano, Adriano e Antonino Pio, sotto i quali fu costruita la Via Herdonitana.

Tra il 160 e il 180 d.C, si ricorda il martirio di San Potito che avvenne sotto gli imperatori Antonimi. Venerato dalla comunità cristiana locale, divenne il primo santo storicamente attestato della Daunia. Dal 1873 è stato dichiarato Patrono di Ascoli.

Con l'invasione longobarda del 588 l'Italia si divise in due zone, longobarda e bizantina, dai confini incerti e mutevoli, passanti anche per il territorio ascolano, che divenne per secoli oggetto di conquiste e di riconquiste politico-militari e terreno di scontro fra il clero latino e quello greco.

663 - l'imperatore Costante III di Bisanzio, sbarcato in Italia per riprendersi le terre meridionali, aggregò la diocesi di Ordona e Ascoli a quella di Benevento. Tra il sec. X e il sec. XI,  la sede venne restituita ad Ascoli e i vescovi da allora ricevettero il titolo di Ascoli e Ordona, mentre per il controllo delle diocesi infuriavano lotte politico-religiose tra Longobardi e clero latino e Bizantini e sacerdoti orientali.

Con l'iconoclastia proclamata da Leone III Isaurico (717-741), anche nel territorio ascolano vi fu la caccia alle immagini, contrastata da Chiesa latina, Longobardi e monaci basiliani, che qui riuscirono a nascondere l'icona di Maria SS. della Misericordia, riscoperta molti anni dopo in circostanze ritenute miracolose. Divenuto, intanto, il Ducato di Benevento, dopo la vittoria dei Franchi sui Longobardi, un Principato indipendente, il principe Arichi, nel 774, concesse all'Abbazia di S. Sofia, la cui costruzione egli aveva portato a termine, molti terreni ascolani sul Calaggio-Carapelle.

882 - I Saraceni, profittando delle lotte fra i signori meridionali, saccheggiarono e bruciarono Ascoli con il suo territorio. A una nuova loro incursione rispose l'imp. Ludovico, spedendovi contro il conte Corrado, che fu sconfitto, però, sull'Ofanto. Seguirono ancora lotte per il controllo del territorio di Ascoli con successi ora dell'una ora dell'altra, mentre, tra la fine del IX e la prima metà del X sec., i Bizantini  organizzavano i possedimenti meridionali sotto il Catapano istituito a Bari, tentando di ellenizzare la cultura locale e favorendo il monachesimo basiliano. Nella seconda metà del X sec., però, essi si disimpegnarono dovendo fronteggiare gli Arabi. Ne profittò Ottone I di Sassonia, che scese in Italia per scacciare sia Saraceni che Bizantini. Da allora, Ascoli fu conquistata e riconquistata dagli eserciti in campo fino al 982, quando il patrizio Calocyres Delfina si impadronì di Ascoli, mentre la Puglia intera tornava ai Bizantini.

994 - San Vitale da Castronovo fondò in Ascoli la 'laura' basiliana di San Marena.

1004 - La città fu toccata da una nuova incursione saracena.

1009 - Spinta da fiscalismo, carestia, peste, moria di bestiame, la popolazione insorse contro i Bizantini, ribellandosi di nuovo nel 1010, quando Melo da Bari, con un esercito di insorti scacciò i Bizantini da Bari. L'anno dopo Melo, assediato e temendo il tradimento dei filobizantini, fuggì ad Ascoli, dove andò a rifugiarsi presso i Principi di Salerno e di Capua. Negli anni successivi egli si unì ai guerrieri normanni attestati sul Gargano, che compivano scorribande contro i possedimenti bizantini, per riparare, infine, in Germania da Enrico II il quale scese in Italia, nel 1021, per battere i Bizantini e nel 1022 occupò Troia e Ascoli. Il successore Corrado II, sceso in Puglia nel 1027, concesse ai Normanni, fra gli altri feudi, quello di Ascoli.

1039 - Le città soggette ai Bizantini insorsero di nuovo, spinte dai Normanni. Il Catapano Niceforo Ducliano sconfisse e insegui gli insorti fino ad Ascoli, dove trovò la morte l'11 gennaio 1040. La città passò ai Normanni, ma fu attaccata nuovamente dal Catapano Michele Doceano, che vi fece impiccare gli insorti.

1041 - il 4 Maggio, i Bizantini, sconfitti definitivamente a Montemaggiore sull'Ofanto, cedettero il dominio del nostro territorio ai Normanni. Ascoli divenne feudo di Guglielmo Fortebraccio, primogenito di Tancredi d'Altavilla, alla cui morte successe il fratello Dragone.

1049 - a Marzo, Papa Leone IX tenne un Concilio a Siponto, sottratta alla Chiesa greca e ai Bizantini; di qui, passando per Ascoli, si recò a Melfi, dove dichiarò i Normanni feudatari e protettori della Chiesa romana.

1067 - Papa Alessandro II, durante un Concilio a Troia e a Melfi, depose il vescovo di Ascoli, perché non canonicamente consacrato e, probabilmente, favorevole ai Bizantini.

1078 - Ascoli insorse contro Roberto il Guiscardo, ma la rivolta fu sedata.

1087 - La città fu sconvolta da un violento terremoto.

1127 - Scoppiarono nuove insurrezioni di baroni e città, tra cui Ascoli, domate da Ruggiero II. 

1133 - Ascoli venne rasa al suolo da Ruggiero II.

1137 - Ascoli passò sotto Rainulfo, il quale sconfisse nuovamente, presso Siponto, con l'aiuto degli Ascolani, Ruggero tornato alla ribalta alla partenza di Lotario. Riuscito a fuggire a Salerno, Ruggero, poté in seguito rioccupare Ascoli, ottenendone l'investitura da Papa Innocenzo II.

1184 - L'Abate di San Nicola di Troia, Segnallo, dopo essere stato  malmenato dagli Ascolani, si rivolse al re Guglielmo II il Buono, il quale affidò la causa al giustiziere di Puglia, Tancredi. La vertenza finì con un giudizio di Dio vinto per Troia da Carlo de Pellibus Nigris contro il testimone per Ascoli, Landolfo. In quel periodo metà del territorio ascolano era feudo dell'Abbazia benedettina della "SS. Trinità" di Venosa, il resto era demanio regio o eretto a contea.

1185 - Era feudatario Riccardo di Balvano. In età normanna, il territorio tra il Carapelle e l'Ofanto era feudo delle maggiori Abbazie benedettine meridionali.

1220 - il 26 Dicembre, Federico II concesse al Capitolo ascolano il diritto di riscuotere decime ad Ascoli, Candela e Corneto. La fioritura federiciana ebbe fine con l'avvento degli Angioini, quando cominciò la decadenza di Ascoli. Alla morte dell'imperatore la città insorse contro Corrado IV, subendo il saccheggio nell'aprile del 1250.

1231 - i Cavalieri di Malta e i Cavalieri Teutonici, ricevettero da Federico II le terre presso Corneto.

1255 - Finì sotto il potere del legato pontificio, Uberto degli Ubaldini, nipote di papa Alessandro IV. Manfredi fu sconfitto, il 26 febbraio 1265, da Carlo d'Angiò, chiamato da papa Clemente IV. Con la successiva caduta di Corradino furono definitivamente abbattuti i comuni favorevoli agli Svevi. Il villaggio fortificato di Corneto si era ribellato, aveva donato cavalli francesi ai seguaci di Corradino e aveva chiamato in aiuto alcuni baroni per l'ultima resistenza antiangioina. Questi, traditi da contadini corrnetani filoangioini, furono catturati e ammazzati tutti. Carlo d'Angiò punì Corneto facendone uccidere gli abitanti, abbattere le mura e raderla al suolo dopo il saccheggio e l'incendio. Solo pochi scamparono alla strage, mentre il Convento francescano rimase abitato fin verso la fine del XV sec.

1272 - Ascoli divenne feudo del guelfo Guido de Arcellis.

1284 - Al conte Cristoforo d'Aquino; passò, alla nobile famiglia provenzale dei Sabrano, conti di Apice e di Ascoli, col matrimonio di Ludovico con Maria di Marzano, contessa di Ascoli.

1301 - Per evitare rivolte contro il fiscalismo oppressivo, quattro sindaci ascolani concordarono a Napoli, con Carlo II, nuove forme e aliquote fiscali, che colpivano duramente i lavori pesanti, arti e mestieri, commerci, industrie e professioni con l'immunità per baroni ed ecclesiastici.

1343 - La città fu sconvolta da un violento terremoto.

1361 - Il 17 luglio la città fu sconvolta da un violento terremoto di magnitudo 6.0 della scala richter.

1390 - Intanto, il feudo di Ascoli era passato al fiorentino Benedetto Acciaiuoli, conte di Noia, sposato a Roberta di Sabrano e, quando il figlio Carlo, si ribellò a Giovanna II la Pazza (1314-1335), fu concesso ai principi di Taranto, Orsini. Succeduti agli Angiomi gli Aragonesi nel regno di Napoli (1442), alla morte di Alfonso (1458), scoppiò la congiura dei baroni: presso Ascoli si affrontarono gli eserciti di Antonio Piccolomini e Giovanni, duca di Angiò, e di Ferrante d'Aragona (1458-1494), al quale la città si arrese nel 1462. Morto Giovanni Antonio Orsini, il Re donò Ascoli al fedele Orso Orsini, cui successero Raimondo, Roberto e Giulio, che la perse per il tradimento del re Ferrante II, il quale la donò a Troiano Caracciolo, Principe di Melfi. Con la ribellione di suo figlio, Giovanni, il feudo tornò alla Corte regia.

1528 - Durante la guerra tra Francesco I di Valois e Carlo di Angiò, Ascoli subì saccheggio e incendio da Odet de Foix de Lautrech, il quale la donò a Filiberto de Chalon, principe di Orange, per l'aiuto prestato nella campagna militare. Morto questi senza eredi, Ascoli ripassò alla Corte regia, che la concesse allo spagnolo Antonio De Leyva (1532) e, ritornata, nel 1623, alla Corte regia, fu venduta all'asta a Tommaso de Franchis e rivenduta dal figlio Vincenzo (1674) al barlettano Troiano Marulli, che ottenne, nel 1679, il titolo di Duca. All'inizio del sec. XVIII era duca Sebastiano Marulli Capece Bozzuto, signore di Puzzo Terragno, Pavoni e Pizzo d'Uccello. Ascoli subì anche i terremoti del 1343, 1360, 1456, 1627, 1694 e una peste, nel 1656, che portò la popolazione a solo un migliaio di abitanti.  Durante la guerra tra Franco-Piemontesi e Borbonici spagnoli da una parte e Asburgo austriaci dall'altra, Carlo III di Borbone, duca di Parma, sconfisse a Bitonto gli Austriaci (1734) e, l'anno dopo, sostò ad Ascoli, prendendo possesso della città. Al termine della guerra (1738), diventava re di Napoli e, dal 1759, re di Spagna.

1546 - il 5 dicembre la città fu sconvolta da un violento terremoto.

1731 - La città fu sconvolta da un violento terremoto.

1764 - Ascoli registrò una carestia seguita da peste.

1799 - il 1° Marzo è costituita la prima municipalità repubblicana. Questa risultava presieduta dal notaio Potito d’Autilia e composta da Vincenzo Cirillo, Gennaro Santoro, Paolo Selvitella, Cesare d’Alessandro,Giovanni de Benedictis, Vincenzo Bari, Vito Capozzi, Domenico Papa e Giovanni Sciarrilli, mentre la Guardia Nazionale Civica, al comando di Luigi d’Autilia, era composta da Potito Spinelli, Agostino Papa, Francesco Saverio Capozzi, Domenico de Benedictis, Nicola Sipone, Potito Papa, Francesco Saverio Califani e Domenico Labella.

1799 - il 2 Maggio ci fu una carneficina di repubblicani, le cui teste furono esposte all'albero della libertà in largo Purgatorio. 
( Una lapide affissa in piazza Giovanni Paolo II°  ricorda l'eccidio ).

1806 - Dichiarato decaduto Ferdinando IV, Giuseppe Bonaparte, subentrato a lui, aboliva i diritti feudali; Ascoli passava sotto giurisdizione regia, mentre i Marulli conservavano il titolo ducale.

1809 - Il monastero agostiniano di S. Maria del Popolo viene soppresso, il convento è requisito dal comune.

1818 - Dalla morte del vescovo Emanuele de Tomasi (5 gennaio 1807) fino al 26 maggio 1818, rimase vacante la sede episcopale, affidata al nuovo ordinario diocesano Antonio Maria Nappi e il 26 maggio 1818 assumeva il nuovo titolo di Vescovo di Ascoli e di Cerignola, mentre decadeva definitivamente quello antico di Ordona.

1820 - La Carboneria era attiva in Ascoli con affiliati borghesi ed ecclesiastici.

1851 - il 14 agosto, un catastrofico terremoto distrusse quasi la città.

1857 - il 6 dicembre Ascoli fu colpita da terremoto.

1860 - L'appellativo di "Satriano" fu aggiunto al nome Ascoli (forse da una vicina località, Satricum, che sarebbe stata distrutta durante le guerre sannitiche), per distinguerlo da Ascoli Piceno.

1862 - Scoppiò il Brigantaggio, che interessò anche Ascoli, dove fu ammazzato il brigante Pagliacciello (25 aprile 1862). Lo stesso anno seguirono Garibaldi, morendo sull'Aspromonte, due volontari ascolani: Ciriaco Raduezzo e Ippolito Selvitano.

1863 - La legge Pica e l'intervento di ingenti truppe militari ebbero ragione del Brigantaggio, senza risolvere, però, i problemi che l'avevano prodotto e alimentato.

1865 - Ascoli fu colpita da colera.

1868 - il 15 Maggio fu aperto il tratto della linea ferroviaria Foggia-Candela, passante per Ascoli.

1883 - il 2 luglio Ascoli fu colpita da terremoto.

1886 - Ascoli fu colpita da colera.

1905 - La società genovese Pozzo & C. impiantò in Ascoli la prima rete elettrica. Nel primo dopoguerra, grazie a un tronco di collegamento all'Acquedotto Pugliese, che utilizzava le acque del Sele, la città cessò di approvvigionarsi alle antiche Fontane romane.

1920  -  il 21 Marzo, la folla assalì un fornaio, invase il Circolo "Umberto l°" e malmenò il Regio Commissario Loiacono.

1921 - il 13 Febbraio, dopo un comizio dei socialisti per protestare contro l'annullamento dell'elezione a consigliere provinciale del loro candidato Fasciano, avvenne, durante la notte, uno scontro tra elementi fascisti e socialisti, nel quale rimase ucciso il socialista Anguilano.

1930 - il 23 Luglio, un terremoto scosse Ascoli con distruzione di case, feriti e morti. Durante la «ricostruzione», subito avviata, furono costruite casette asismiche per i senza tetto sulla collina Serpente e si diede impulso a una frenetica attività di lavori pubblici: furono realizzati l'estramurale Pozzello, la rete fognante, l'impianto di depurazione delle fogne, il macello, l'edificio scolastico di piazza Plebiscito (l'attuale Piazza S. Francesco), le rampe Cocchia e Teatro, la sistemazione fra le altre, di via Duomo e corso Umberto I. 

1932 - Fu istituita la scuola professionale di avviamento agrario, assorbita, in seguito, dalla scuola media unificata.

1943 - i Tedeschi in ritirata si attestarono a Villa Ricciardi, sul Serpente, per resistere agli Anglo-Americani. La mattina del 26 settembre 1943, in piazza Cecco d'Ascoli, alcuni Ascolani spararono sui soldati tedeschi, che si accamparono in località Porcili e operarono una sanguinosa rappresaglia, nella quale furono uccisi alcune persone ricordate su una lapide affissa in largo Aulisio. Il giorno seguente, il Vescovo Vittorio Consigliere parlamentò, insieme al redentorista Ragni, che fungeva da interprete, con i Tedeschi, ai quali promise dei viveri in cambio della sospensione del fuoco e della loro partenza. Prima dello scadere dell'ultimatum, però, arrivarono gli Anglo-Americani, che posero il loro campo di aviazione nella piana di Mortellito, dove vennero assunti al lavoro diversi Ascolani.

1948 - il 2 Maggio, durante l'annuale processione della Madonna della Misericordia, fu aggredito il vescovo Donato Pafundi. I disordini protrattisi per tutta la giornata vennero sedati dagli "scelbini" giunti da Foggia, che operarono numerosi arresti.

1948 - La città fu colpita da un nuovo violento terremoto.

1980 - il 23 Novembre, ancora un terremoto, fortunatamente senza vittime umane.

1986 - il 30 Settembre, nell'ambito della ricomposizione delle circoscrizioni ecclesiastiche, c'è stata l'unificazione delle due diocesi di Ascoli e di Cerignola nella nuova ed unica diocesi Cerignola-Ascoli Satriano.

1987 - il 25 Maggio, visita pastorale di Papa Giovanni Paolo II°.  

1991 - Le spoglie mortali di Mons. Vittorio Consigliere, vengono traslate in Cattedrale.

1995 - Viene aperto il Parco Archeologico dei Dauni, dove campagne di scavo condotte dalla Sovrintendenza Archeologica e da missioni delle Università di Perugia e della Basilicata portano alla luce resti monumentali e un'ingente quantità di reperti di vario genere. L’importanza del Parco Archeologico dei Dauni ha destato notevole interesse da parte dell’Istituto Archeologico dell’Università di Innsbruck.

2007 - il 24 Luglio, viene inaugurato il Polo Museale nell’ex monastero di Santa Maria del Popolo che comprende il Museo Civico e il Museo Diocesano.

2009 - il 24 Aprile, viene inaugurato il Parco archeologico di “Faragola” residenza aristocratica di età tardoantica.

2010 - il 25 Giugno, viene inaugurato l’Auditorium nell’ex chiesa di Santa Maria del Popolo. Nell’occasione viene anche inaugurata la mostra permanentePolicromie del sublime dove ammirare il gruppo marmoreo dei Marmi policromi (seconda metà del IV° secolo a.C.) rientrati definitivamente ad Ascoli Satriano. 




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