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il
Duomo - la Cattedrale di Ascoli Satriano
Navata destra
(a partire dal
portone d'ingresso) |
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Fonte battesimale
del sec. XVIII, di ignoto artista locale, in marmi
policromi. Il fonte che ha la
forma di una pigna sagomata, presenta una base quadrata che regge il
catino ottagonale. Su di
essa si aprono (sui 4 lati) 4 porticine in argento. Il fonte
battesimale è delimitato da un cancello in ferro sulla cui sommità è
raffigurato lo stemma di Ascoli. |
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Tomba
di Mons. Domenico
Cocchia
Vescovo di
Ascoli Satriano e Cerignola, in marmo bianco, vi è scolpito il busto del
frate cappuccino sorretto da un capitello, alle spalle vi è il pastorale
ed una palma sotto lo stemma episcopale e riprodotti in dimensioni
naturali un angelo che abbraccia un misero con una stampella e lo indica
a Mons. Cocchia. La lapide è opera dei fratelli Pergola di Cerignola ed
è stata offerta dalla Banca Cattolica nel 1925.
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Altare
del Crocifisso
è’ un altare marmoreo (sec.XIX ad opera della Bottega di
marmorai napoletani), a muro in marmo bianco, presenta un primo piano
inferiore diviso in riquadrature e decorato da tarsie marmoree
policrome. Al centro è posto il paliotto. Su di esso una sottile mensa
in marmo bianco è retta da due mensole con decorazione a conchiglia.
Sulla mensa un secondo ripiano a parete con la stessa decorazione
marmorea ed al centro un piccolo tabernacolo a tempietto. Anche la
balaustra in entrambi i bracci, richiama nella decorazione dei marmi
quella dell'altare. Attualmente vi è
collocato il presepe napoletano del sec. XVIII in cui è riprodotta la
Natività di Gesù, con la rappresentazione tradizionale della sacra
famiglia e di alcuni pastori in adorazione.
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Tomba
di Mons. Vittorio Consigliere
Vescovo di Ascoli
Satriano e Cerignola; essa è in marmo bianco a forma di tempio sorretto
da due colonne in marmo marrone e capitelli bianchi, alla base vi è il
sarcofago. Sul sarcofago vi è una base in
marmo con sopra un cuscino, dove sono deposti una croce, la mitra ed il
pastorale. La parete in marmo grigio è sormontata da un arco in marmo
bianco e, al centro, racchiuso in una cornice, vi è il busto di Mons.
Vittorio Consigliere.
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Altare
Madonna dell’Addolorata
del sec.XIX ad
opera della bottega di marmorai napoletani, a muro in marmo che presenta
inferiormente il paliotto contenente la statua del Cristo morto. Ai
lati, due piccole colonne, in marmo rosso reggono una sottile
mensa di marmo bianco. Al centro il tabernacolo a tempietto. Nella parte superiore
la nicchia della Madonna dell’Addolorata, vestita di nero e con il cuore
trafitto da sette spade. La balaustra in entrambi i bracci, risente
della decorazione dell'altare. |
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Altare
di San Leone
altare che
nel 1650, il vescovo Pirro Luigi Castellomata dedicò a S.Leone, 1°
vescovo di Ascoli Satriano-Ordona. Autore Bottega di marmorai
napoletani, a muro in marmo bianco, presenta un primo piano inferiore
diviso in riquadrature e decorato da tarsie marmoree policrome. Al
centro è posto il paliotto. Su di esso una sottile mensa di marmo bianco
è retta da due mensole con decorazioni a conchiglia. Sulla mensa un
secondo ripiano a parete con la stessa decorazione marmorea e al centro
un piccolo tabernacolo a tempietto. Nella nicchia superiore trova posto la statua di S.
Leone vescovo (sec. XVIII di ignoto artigiano locale), essa riproduce il
vescovo in atto benedicente; sul petto reca una teca con reliquia. Nella mano sinistra reca il pastorale
e la Bibbia ed è adorno di piviale. La statua è tutta stuccata e nella
parte superiore è decorata in oro e con altri colori. |
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il
Duomo - la Cattedrale di Ascoli Satriano
Navata sinistra
(a partire dal
portone d'ingresso) |
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Altare
di San Pietro
è ornato da cornici con stucchi bianchi in barocco
napoletano, ai lati verticali sono raffigurati, partendo da sotto,
giochi floreali, un’aquila a bassorilievo, la testa e le ali di un
angelo in un tondo, il corpo femminile e sulla testa un puttino.
La
parte superiore della cornice ha un primo bassorilievo con ornamenti a
rilievo di animali e disegni geometrici, al centro
un capitello con un putto.
Al di sopra vi è un ulteriore
capitello, il tutto sormontato da un
quadrato, sempre in bassorilievo a stucco, raffigurante
l'Eterno Padre benedicente appoggiato su una base di nuvole. Questa cornice racchiude un dipinto del 1712 di Francesco Santulli, olio su tela, rappresenta la figura del Cristo avvolto in un
ampio mantello rosso, alla sua destra la figura di S. Pietro
inginocchiato nell'atto di chi ha appena ricevuto le chiavi. In basso sulla parete destra vi è una lapide con
iscrizione dedicatoria del sec. XIX (datata 1854) di ignoto lapicida
locale, in marmo bianco. Essa presenta alla sommità uno stemma inciso,
presumibilmente della famiglia Visciola, con un albero al centro e rami
che si attorcigliano sul tronco. |
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Altare
dei Santi Patroni
è il primo e più antico degli altari dedicati a S.Potito.
Al centro del
paliotto, in marmo bianco c'è il dipinto "Madonna del Rosario e Santi"
(sec.XVIII - ignoto artista locale) ad
olio su tela con cornice d'epoca lignea con decorazione di
stucchi a stampo. Rappresenta la Vergine in alto con il Bambino
circondata da un coro di angeli. In basso, oltre le nuvole, ci
sono due vescovi completi di mitra, piviale e pastorale e, al
centro S. Potito. Egli ha la
mano destra sul petto, mentre pesta col piede la testa ad un
diavolo che guarda verso il cielo, il diavolo tiene una catena
al collo.
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Altare
di Sant’Anna
del sec.
XVII-XIX, autore: Bottega di marmorai napoletani, in marmo, a muro,
presenta un paliotto decorato da tarsie marmoree geometriche. Ai suoi
lati, due pannelli con analoghe decorazioni, recano stemmi in marmo
bianco. L’altare è inserito in una grande edicola in pietra: su alti
zoccoli ai lati del paliotto, che recano due stemmi in pietra, rosette ed altri
motivi floreali riempiono gli spazi. All’interno, l’edicola è rivestita
in onice. La balaustra in entrambi i bracci per scelta di marmi e
decorazioni, si avvicina alla tipologia decorativa dell’altare. Alla
sommità dell'edicola si legge: "CAPPELLA GENTILIZIA DELLA FAMIGLIA
D'ALESSANDRO
RESTAURATA NEL 1912." La grande edicola in
pietra, invece, è da ritenersi più antica, seicentesca, quando
probabilmente la cappella era di proprietà Troiani, di cui c'è il
ricordo del nome e del cognome (1a iscrizione). A questa
famiglia si potrebbe attribuire, l'altro, stemma gentilizio posto sugli
zoccoli in pietra. Nella nicchia sovrastante vi è il busto raffigurante "S. Anna
e la Vergine" (XVIII - XIX di ignoto artista locale), in legno
dipinto. Il busto rappresenta S. Anna che regge la Vergine in
piccola età sul braccio sinistro.
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Altare
Madonna del Rosario
 del sec.XVIII di autore
ignoto, in marmo bianco, leggermente concavo presenta le stesse
caratteristiche e decorazioni degli altari precedenti. Al centro del
paliotto, in marmo anch'esso, si evidenzia un bassorilievo ovale in
marmo bianco raffigurante la Madonna del Rosario con Bambino tra le
braccia e angeli ai lati. L’altare è completato da un tabernacolo a tempietto.
Dietro l’altare, ma straccata come struttura, si eleva una edicola
settecentesca in stucco con decorazioni di angeli che reggono in mano
cornucopie, tralci, ecc. La balaustra, nei due bracci, riprende la
stessa decorazione dell’altare. Sotto il primo gradino si legge: "Tempore
prioriatus Josephi Rosario A.D. 1793". Sull'altare vi è una splendida tela raffigurante la "Madonna del
Rosario" di Paolo de Matteis, firmata e
datata: Paulus de Matthei pingebat A.D. 1777
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il
Duomo - la Cattedrale di Ascoli Satriano
il Presbiterio |
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Al
presbiterio si accede tramite quattro gradini. Al centro l'altare
maggiore marmoreo, dedicato alla Natività di Maria S.S., è del sec.
XVIII di autore ignoto, della Bottega di marmorai napoletani, in marmo
bianco, presenta una ricca profusione di marmi policromi (verdi, rossi,
gialli, senape), cartigli e ricicli in marmo bianco. La
decorazione con motivi geometrici è sparsa e si
sofferma maggiormente sui punti nodali: Tabernacolo e paliotto. La sua
precedente ubicazione era in S. Maria del Popolo, come anche il
crocifisso ligneo del XIII sec. che sovrasta l'altare, poi portati
nell'attuale chiesa Cattedrale nel 1770. L'altare
rientra, come gli altri della chiesa, nella vasta opera di restauro
iniziata dal vescovo De Martinis nel 1728 che coinvolse tutta la chiesa.
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il
Duomo - la Cattedrale di Ascoli Satriano
gli Affreschi |
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 Nella
volta un affresco raffigura il "Coro di angeli" del XVIII sec. di ignoto
artista locale. Esso rappresenta un coro di angeli che fanno cerchio
intorno alla colomba dello Spirito Santo. La luce che da questa si
irradia, illumina i volti degli angeli.
La
resa pittorica di questo affresco è notevole e la capacità
decorativa rimanda ad analogie stilistiche con gli altri
affreschi della stessa chiesa. Per questo motivo, probabilmente
è da ritenere che su di esso abbia operato lo stesso Vito Calò .
Ai quattro lati dell'affresco si possono ammirare i quattro
dottori della chiesa occidentale: S.Girolamo, S.Ambrogio, S.Agostino e S.Leone Magno. Nella volta della navata
centrale troviamo un affresco che raffigura la
"Lapidazione di S.Stefano" del sec. XVIII di ignoto
artista locale. Il Santo è rappresentato al centro,
circondato dai carnefici che lo lapidano, in ginocchio. Al
centro un affresco raffigura la "Natività di Maria" del sec. XVIII
(datato 1778) di Vito Calò. Il
dipinto raffigura il Padre eterno che assiste dall'alto fra le nubi ed
un coro di angeli con rose e fiori. Sotto un baldacchino a sinistra è
rappresentata S.Anna a letto assistita da due ancelle. Altre donne si
occupano della Vergine bambina, mentre S. Gioacchino è rappresentato con
lo sguardo rivolto al cielo nell'atto di ringraziamento. Nel fondo ci
sono elementi architettonici e a destra, invece, altre donne
affaccendate. In primo piano sono raffigurati due angeli con cesti di
fiori vicino ad una balaustra ornata. In basso a sinistra sulla volta si
legge: "Vito Calò pinxit 1778".L' ultimo
dei tre è un affresco che rappresenta "S.Leone e S.Biagio vescovi" del
sec. XVIII di ignoto artista locale. Il dipinto raffigura i due vescovi
in gloria circondati da angeli. In secondo piano si nota un paesaggio
collinoso, probabilmente l'antica Ascoli. I vescovi sono rappresentati
con la mitra in testa, il pastorale in mano e adorni di ampi panneggi. |
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il
Duomo - la Cattedrale di Ascoli Satriano
le Cappelle |
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Cappella
dell' IMMACOLATA CONCEZIONE
in fondo alla navata
destra troviamo la cappella dell'Immacolata Concezione dove è situato un
altare in marmo bianco del sec. XVIII di autore ignoto, bottega
di marmorai napoletani. Nella sua complessità è decorato da tarsie
marmoree policrome (verdi, rosse) unite a volute in marmo bianco. I lati
che custodiscono il paliotto, anch'esso decorato con intarsi e volute
marmoree, si arrotondano verso l'esterno, dando all'altare una forma
concava. Entrambi i lati sono costituiti da una serie di lastre
marmoree, delimitate da cornici marmoree bianche, su cui sono visibili
gli stemmi vescovili. Sopra l'altare, in una nicchia vi è una statua in legno
dipinto raffigurante "L'Immacolata" del sec. XVIII di ignoto artigiano
locale. La statua riproduce la Vergine vestita con un mantello
svolazzante nell'atto di schiacciare il serpente con la mezza luna su
cui poggiano i piedi. Sotto di essa, si nota la rappresentazione del
globo terreste e delle nuvole. Ai piedi
dell'altare vi è la pietra tombale del Vescovo Leonardo Todisco Grande.
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Cappella
di
S. POTITO

a destra del
transetto vi è la cappella di S. Potito. Al centro vi è un altare
marmoreo del sec. XVIII ad opera dei marmorai napoletani; l'altare in
marmo bianco, con decorazioni a tarsie marmoree policrome (verdi e
rosse). Il paliotto è decorato da intarsi marmorei
con motivi floreali. Ai lati di esso, sui pannelli marmorei, si notano
due stemmi vescovili della Curia. In alto, sulla stessa linea del
tabernacolo a tempietto ci sono due teste di angeli, in marmo bianco. A
coronamento dell'edicola, si legge a grosse lettere: "ALTARE
PRIVILEGIATUM." Il vescovo De Martinis, nella visita apostolica del
1728, sollecitava a rifare l'altare rovinato. Quindi fu inserito
nell'opera di restauro generale che il vescovo De Martinis operò dal
1728 in poi, abbellendo la Cattedrale con altari nuovi in marmo. Nella
nicchia vi è il busto reliquiario raffigurante S. Potito del sec. XVII
in argento e pietre preziose, esso poggia su una base di marmo recante
la scritta: SANCTE POTITE PROTECTOR ORA PRO NOBIS. Il busto riproduce il
santo martire che con la mano sinistra indica la reliquia che è nel
petto, chiusa da una preziosa teca e con la destra regge la palma legata
da un chiodo.
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Cappella
del SACRO CUORE di GESU’
in fondo alla navata sinistra vi è la
cappella del Sacro Cuore. L'altare (sec. XVIII) opera di marmorai
napoletani è in marmo bianco e presenta decorazioni a intarsi policromi
marmorei (verdi, gialli) e le altre caratteristiche già presenti per gli
altri altari. Ai lati del paliotto vi sono due stemmi della Curia di
Ascoli raffiguranti un leone rampante su colline e tre gigli fiorentini
sulla testa. Sull'altare, staccata, si eleva un'edicola con stucchi
barocchi. La statua del Sacro Cuore di Gesù, che fu regalata
dal sacerdote ascolano Mons. Santoro, assessore della Congregazione
Vaticana Concistoriale (oggi detta Congregazione dei Vescovi) quando fu
nominato vescovo della diocesi di Ascoli Satriano e Cerignola S.E. Mons.
Vittorio Consigliere. Sulla parete destra troviamo un dipinto
raffigurante "Adorazione dei pastori" del XVIII sec. (datato 1796) di
ignoto artista locale, olio su tela. Sulla parete
sinistra, invece, c'è un dipinto raffigurante "L'ultima cena" del XIX
sec. di ignoto artista locale, olio su tela. Nel transetto, nello spazio antecedente la
Cappella di S. Giuseppe vi è un dipinto raffigurante "Madonna con
Bambino" della II metà del sec. XVIII di ignoto artista locale, olio su
tela, cornice d'epoca con decorazione in stucchi a stampo, corona
d'argento applicata.
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Cappella
di S. GIUSEPPE
a sinistra del transetto vi
è la cappella di S. Giuseppe della prima metà del sec. XVIII della
Bottega di marmorai napoletani. L'altare, in marmo
bianco, presenta decorazione ad intarsio di marmi policromi (rosa e
verde) per tutta la grandezza. Le caratteristiche stilistiche sono
uguali a quelle degli altri altari. Il paliotto in marmo verde, reca al
centro i segni di un bassorilievo ora mancante e su i due pannelli
laterali, due stemmi vescovili in marmo bianco, raffiguranti un
campanile o una torre avente sulla sommità un merlo. Il tabernacolo a
tempietto posa su una mensa di marmo. Gli stemmi vescovili sono
forse del vescovo Campanile (1737-1771) e quindi è possibile chiarire la
committenza di un successivo restauro (probabilmente fu inserito
nell'opera di restauro iniziata dal vescovo De Martinis). Sopra l'altare
vi è il tabernacolo dove è riposto il Santissimo Sacramento. Tutti i
giovedì mattina vi è l'esposizione del Santissimo Sacramento e tutta la
comunità vi sosta in adorazione. Nella nicchia superiore vi è la statua
raffigurante S.Giuseppe del sec.XVIII di ignoto artigiano locale, in
legno dipinto.
Sulla parete
sinistra vi è la lastra tombale del vescovo Marco Lando della fine del
sec. XVI di ignoto lapicida locale, in pietra.
La lastra raffigura il vescovo con le mani incrociate nella
rappresentazione canonica della morte, mentre reca il pastorale.
Il capo poggia su un cuscino, ha in testa la mitra e indossa
ricchi vestiti adatti al suo rango.
La lastra tombale ora consumata e difficile da leggere, doveva
essere di notevole pregio quando si trovava nel pavimento della navata
centrale della Chiesa Cattedrale. Sulla parete destra vi è la lastra
tombale di Antonio De Laurentiis (forse della fine del sec. XVI) di
ignoto lapicida locale, in pietra. La
lastra tombale raffigura il defunto dormiente
con il capo reclinato sul braccio destro, la gamba destra flessa
in avanti e il braccio sinistro piegato lungo il corpo, adorno di spada con calzari e speroni,
l'elmo piumato posato sul petto e dietro la testa una mazza ferrata e un
fodero. Sopra questa lastra vi è il dipinto raffigurante "il Transito di
S. Giuseppe" di Corrado Giaquinto (1703 - 1766), olio su tela.
All’ingresso della cappella, ai due
lati dell’arco in pietra, sono collocate due porta lampade pensili in
ottone, del 1600.
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