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Vincenzo Aulisio
" ... esempio di patriottismo e libertà per la difesa della dignità umana ..."

Ha preso parte alla Resistenza armata e deportato a Mauthausen. Vincenzo Maria Romano Aulisio nato ad Ascoli Satriano (FG) il 21 marzo 1904 da Davide e Maria Donata Ferragonio. Dal 1927 è schedato presso il Casellario Politico Centrale come comunista, di professione autista; costretto all’esilio, dapprima in Francia e poi in Belgio ed in Lussemburgo. All’inizio degli anni trenta, a causa delle non buone condizioni di salute, Vincenzo ritorna in Italia sotto la tutela del padre ed è sorvegliato dall’OVRA; si stabilisce ad Ascoli Satriano, poi ad Urbino nel 1933 e finalmente a Bari nel 1935, qui entra in contatto con un gruppo di antifascisti e stringe amicizia con Michele Cifarelli. Alla fine degli anni ’30 si trasferisce a Milano, come correttore di bozze e pubblicista alla Mondadori. Allo scoppio della guerra è richiamato sotto le armi, ma è presto congedato. Decide di passare alla Resistenza armata e dal 28 settembre 1943 è comandante di distaccamento della 140ª Brigata Garibaldi in Val Brembana col nome di battaglia “Enzo”. A fine dicembre 1943 è arrestato e rinchiuso a San Vittore, reparto SS, matr. 1137. Il 27 aprile 1944 è trasferito al Campo di Concentramento di Fossoli, Baracca 18, ed il 21 giugno 1944 è deportato con il Trasporto 53 a Mauthausen, matr. 76216. Da qui è trasferito a Grossraming dal 13 luglio al 24 agosto 1944 e successivamente a St. Valentin (Austria), dove muore il 21 marzo 1945.

Il 29 gennaio 2021 è stata posizionata una Pietra d’inciampo in Via Castelmorrone, 4 a Milano.
“Qui abitava Vincenzo Aulisio, nato 1904, arrestato nel Dic.1943, deportato a Mauthausen, assassinato il 21.3.1945 St. Valentin”



 

Severino Boccia
Sacerdote benedettino, nato ad Ascoli Satriano nel 1620. Fece la professione monastica, a Cava de' Tirreni, il 29 settembre 1637. Fu abate di importanti sedi benedettine, come Farfa e Messina. Dal 1671 al 1677 fu abate della SS. Trinità a Cava. La sua opera più celebre è "Il Tasso Piangente cioè i primi tre canti del Tasso trasformati in Pianti"; pubblicò, inoltre, il "Praelatus Casinensis", gli "Elogia Plurium Sanctorum". Boccia lasciò anche opere inedite: un trattato di prosodia, un corso di filosofia, una versione italiana delle "Vite dei santi padri cavensi", delle "Lectiones in Genesim" e gli elogi di tutti i santi dell'anno; infine due opere che meriterebbero di essere studiate dagli storici della lingua italiana: un "Vocabolario italiano" e una "Grammatica italiana". Il Puoti consultava spesso queste opere e soleva chiamare Boccia «uno dei padri della grammatica italiana». Il Trabalza lo cita fra gli avversari della Crusca. Morì a Napoli il 14 gennaio 1697.

 




 

Romolo Caggese
Storico del Medioevo e professore universitario, nato ad Ascoli Satriano il 26 giugno 1881 da Potito Caggese e Amalia Ursomando. Dopo aver concluso gli studi classici dapprima nel Seminario di Ascoli Satriano e poi nel Liceo di Foggia, si trasferì a Firenze dopo aver vinto una borsa di studio presso l’Istituto di Studi Storici. Già a Foggia aveva avuto come docente Francesco Carabellese, uno studioso di storia pugliese e meridionale, che lo incita ad occuparsi di storiografia. Gli giovò anche l’insegnamento di Alberto Del Vecchio, che ricopriva la cattedra di Diritto medievale nella scuola di Paleografia e Diplomatica di Firenze. Si laureò il 21 ottobre nel 1904, discutendo con Pasquale Villari una tesi di laurea, pubblicata nel 1905, intitolata “Un comune libero alle porte di Firenze nel secolo XIII”, in cui ricostruisce la storia dei rapporti politici tra la città di Prato e la campagna circostante, in modo da spiegare la nascita di quel Comune. Nel 1907 a Pavia conseguì la libera docenza in Storia Moderna. Insegnò storia medievale, moderna ed economica nelle università di Pisa, Napoli  e Milano.
Dal 1928 al 1938 tiene lezioni di alta cultura all’Università per Stranieri di Perugia. Morì a Milano il 5 luglio  1938. E' sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano.      http://www.centrostudiromolocaggese.it/



 

 

Oreste Camarca de Blasio
Cantante, Compositore, Musicista. Nato ad Ascoli Satriano il 30 novembre 1895 da Antonio e de Blasio Antonietta. Cresciuto all'interno di una modesta famiglia di dieci figli, che, come i loro genitori, hanno condizioni innate per la musica, in particolare il canto. Inizia come cantante d'opera in azienda "Lillipuziana Billaud" di Roma. Ha girato l'Europa con il suo personaggio che canta Turiddu in Cavalleria rusticana, la Edgardo nella Lucia di Lammermoor, Alfredo in La Traviata, Rodolfo nella Bohème e tutto il repertorio classico del melodramma italiano, sempre nel ruolo di primo tenore. Da adolescente, è arrivato in Spagna con la compagnia d'opera, nel ruolo di Turiddu in Cavalleria Rusticana a Santiago de Compostela.  Ha studiato con i maestri Teodoro Giagüinto e Melchor Sáez, a Cáceres in Spagna, ha continuato la sua formazione a Cadice con il maestro Jose. Ha vinto il Primo Premio di Armonia e Composizione presso l'Accademia di Santa Cecilia detto (dopo Conservatorio) di Cadice dove era anche docente. Oltre ad un buon musicista, Camarca era una persona eccellente che ha goduto l'ammirazione e l'affetto di tutti i suoi discepoli, fino al punto di impartire loro tutoraggio gratuito per gli studenti che non potevano permettersi. Tra i molti premi e omaggi dedicati a Camarca mette in evidenza il fatto che la Gazzetta Ufficiale del 20 luglio 1998 ha pubblicato "Ordine del 19 giugno 1998 con la quale si concede al Conservatorio Elemental (ora Professional) Musica Soria il nome di Oreste Camarca", inoltre la città di Soria gli ha dedicato una strada della città. Morì l’ 8 settembre 1992 a Soria, città spagnola situata nella comunità autonoma di Castiglia e León, dove è sepolto.



 

Leonardo Cautillo
Sacerdote, nato ad Ascoli Satriano il 3 marzo 1947 da Michele e Antonia Iannuzzi. Ha frequentato la scuola media nel Seminario Vescovile interdiocesano di Ascoli Satriano, il ginnasio-liceo e gli studi filosofici presso il Seminario Regionale Pio XI di Benevento e gli studi teologici presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni (FR). E’ stato ordinato sacerdote dal Papa Paolo VI il 17 maggio 1970, a Piazza S. Pietro, in Vaticano. E' stato Parroco della parrocchia del Soccorso di Ascoli Satriano dal 1 luglio 1977 al 30 giugno 1980 e dal 1 luglio 1980 al 26 luglio 2010 è stato parroco della Parrocchia Natività della B.V.M. - cattedrale di Ascoli Satriano. E' stato Vicario Episcopale del Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano Mons. Felice di Molfetta. Direttore del Museo Civico-Diocesano di Ascoli Satriano. E' deceduto alle ore 11.00 del 26 luglio 2010, all'età di 63 anni dopo aver festeggiato nell' ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza" il suo 40 anno di ordinazione sacerdotale. Dopo le esequie alle quali partecipò l'intero popolo di Ascoli Satriano la salma venne tumulata nel cappella dei Canonici presso il Cimitero di Ascoli Satriano.


Giuseppe Ciotta
Brigadiere di P.S. vittima del terrorismo. Nato ad Ascoli Satriano il 13 novembre 1947 e morto a Torino il 12 marzo 1977,  è stato un poliziotto italiano, brigadiere di P.S in forza all'Antiterrorismo del Piemonte. Era addetto alla sorveglianza esterna del Politecnico, dell'Istituto Galileo Ferraris e della Facoltà di architettura. Fu ucciso in un attentato da un membro della organizzazione terroristica Brigate Comuniste Combattenti - Prima Linea. Alle 7,40 del mattino del 12 marzo 1977 usciva di casa in Via Gorizia. Mentre si apprestava a salire sulla sua auto tre terroristi si avvicinavano, uno sfondava il finestrino e lo uccideva con tre colpi di pistola. Lasciava la moglie e la figlia di due anni. Presso il cimitero di Ascoli Satriano (FG), luogo natio del Brigadiere Ciotta, la salma riposa alle spalle della locale cappella. A maggio 2004, su proposta del Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, è stato insignito della Medaglia d'Oro al Merito Civile. A maggio 2010, su proposta del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, è stato insignito della Medaglia d'Oro "Vittime del terrorismo".


 


 

Domenico Cocchia
"... il Pastore buono ..."

Vescovo di Ascoli Satriano, nato a Cesinali (AV) il 10 luglio 1843 da Francesco e Rosaria Vitale. Sin da tenera età mostrò di avere la vocazione al sacerdozio, anzi allo stato religioso; e appena quindicenne, nel 1858, con grande ardore entrò a far parte della famiglia del serafico san Francesco d’Assisi, fra i cappuccini della provincia di Salerno. Fu ordinato sacerdote a Parma nel 1866. Fu missionario per tre anni in Inghilterra e da qui si imbarcò per gli Stati Uniti d’America dove lavorò fino al 1874 come segretario di Mons. Ignazio Persico. Ritornato in Europa fu di nuovo inviato in Inghilterra, dove svolse prima il compito di missionario e poi quello di Parroco. Papa Leone XIII lo nominò Vescovo titolare di Theveste – Numidia (Algeria), la consacrazione avvenne l’8 agosto 1884 per le mani del Cardinale Guglielmo Sanfelice a Napoli. Nel novembre del 1884 fu inviato ad Otranto come Amministratore Apostolico e finalmente il 23 maggio 1887 fu trasferito alle Diocesi unite di Ascoli Satriano e Cerignola. Per sedici anni,  monsignor Cocchia spese la sua vita episcopale tutta a vantaggio dei popoli affidati alle sue cure.  Morì ad Ascoli Satriano, il 18 novembre 1900, la salma fu tumulata al cimitero di Ascoli Satriano
. Nel 1910 le sue spoglie vennero traslate dal cimitero alla cattedrale di Ascoli Satriano, dove furono composte nel monumento funebre a lui dedicato, opera dello scultore De Chirico.


 

 

 

 


 

Vittorio Consigliere
"... un uomo venuto da lontano. Defensor Civitatis ..."

Vescovo di Ascoli Satriano, nato a Sestri Ponente (GE) il 5 giugno 1883 da Giuseppe e Serafina Barbieri. Ancora fanciullo, vestì l’abito cappuccino e, dopo aver frequentato regolarmente i corsi di studio, fu ordinato sacerdote nel 1906. Nel 1921 papa Benedetto XV lo nomina Predicatore Apostolico e Consultore della Congregazione dei Riti. Mons. Consigliere fu anche musico, pittore, poeta, conoscitore di lingue antiche e moderne. In qualità di giornalista diresse, col missionario padre Zaverio il Bollettino del Padre Santo, e fu per lunghi anni collaboratore del Bollettino dei Cappuccini. Con la bolla del 1° settembre 1931, Papa Pio XI lo elevò alla dignità episcopale, e l’8 novembre successivo fu consacrato dal cardinale Carlo Dalmazio Minoretti, arcivescovo di Genova, nella chiesa dell’Assunta di Sestri Ponente. Fece il suo ingresso solenne ad Ascoli Satriano il 6 gennaio 1932. Nell’aprile del 1938, restituisce al culto, restaurata ed abbellita la cattedrale di Ascoli Satriano. Il 13 giugno 1941, eleva a parrocchia la chiesa di San Potito, affidandola ai Frati Minori. Nel Settembre del 1943, le truppe tedesche, in ritirata lungo la strada provinciale per Foggia, fecero delle rappresaglie sulla città di Ascoli. Il Vescovo Mons. Vittorio Consigliere con il Redentorista ascolano Padre Ragni (che faceva da interprete), andò a parlare con i tedeschi. Ottenne la sospensione del fuoco in cambio di alcuni quintali di viveri. Nel frattempo arrivarono gli Anglo-Americani ed i tedeschi ripiegarono (per questo motivo l'Amministrazione Comunale dichiarò Mons. Vittorio Consigliere "DEFENSOR CIVITATIS").  Affetto da un male incurabile, morì a Roma il 15 marzo 1946. Il 20 marzo giunse la salma ad Ascoli Satriano da Roma dove era in cura. La salma fu tumulata al cimitero di Ascoli Satriano e il 23 maggio 1991, con una cerimonia solenne, le spoglie mortali di fra Vittorio Consigliere, vennero traslate dal cimitero alla cattedrale di Ascoli Satriano, dove furono composte nel monumento funebre che la diocesi, la munificenza del notaio Nicola Merola e del popolo ascolano hanno voluto innalzargli.


Donato de Laurentiis
Vescovo di Minori e di Ariano Irpino, nato ad Ascoli Satriano intorno al 1510, da famiglia gentilizia. E’ stato vescovo di Minori dal 1557 al 1563, trasferito alla sede di Ariano ne fece l’ingresso nel 1563. Partecipò al Concilio di Trento e ne pubblicò gli atti. Per contrasti fra lui, i canonici e i fedeli, fu deferito al tribunale dell’Uditore della Camera di Roma. Fu sospeso e costretto a ritirarsi ad Ascoli nel 1572. Nel 1578 scrisse al Papa una supplica affinché venisse revocata la sospensione, che restò senza esito. Morì ad Ascoli Satriano nel 1584. La cattedrale ascolana ha accolto i suoi resti mortali, fu sepolto insieme ai fratelli Antonio, milite e, Marco esperto di diritto, il sepolcro si trova nella cappella di S. Giuseppe nel Duomo di Ascoli Satriano.


 



 

Potito d'Autilia
Presidente della prima municipalità repubblicana, costituita il 1 marzo 1799 e composta da:
il primicerio Vincenzo Cirillo, don Gennaro Santoro, Paolo Antonio Selvitella, Giovanni Sciarrilli segretario, Cesare d’Alessandro giudice di pace, Giovanni de Benedictis secondo giudice di pace, Vincenzo Bari grassiere (magistrato di nomina regia), Domenico Papa secondo grassiere, Vito Capozzi cassiere.

Il 2 maggio 1799 ci fu una carneficina di repubblicani, vennero massacrati: Potito d’Autilia e la moglie Eugenia Parrino con i figli Francesco e Luigi, Cesare d’Alessandro, Agostino Papa, Paolo Antonio Selvitella, Errico Farina, Angelo Antonio Galotti, i fratelli Francesco Saverio e Giuseppe Martino, i fratelli Vincenzo, Michele e Raffaele Berlingieri con la moglie Maria Paparella, Antonio Maffei (di Candela), Tommaso Petrilli (padre domenicano), Agostino Silvestri (padre agostiniano). Le  loro teste furono esposte all'albero della libertà in largo Purgatorio.


Antonio Galotti
Patriota, nato ad Ascoli Satriano il 12 giugno 1786, è stato uno dei massimi esponenti del Risorgimento meridionale. Dopo aver partecipato ai moti del 1820, si trasferì nel Cilento, e divenutovi un importante esponente dei Filadelfi, organizzò l’insurrezione del 1828. Relegato nell’isola di Ponza, fuggì in Corsica, dove fu a capo della Carboneria e ospitò l’amico Giuseppe Mazzini, che si era recato nell’isola per preparare i moti di Romagna del febbraio 1831. Esiliato a Parigi, scrisse le sue "Memorie" in francese. Tornò in Italia nel 1848 e sebbene in età avanzata, partecipò alle barricate di Napoli. Combatté con Giuseppe Mazzini per la Repubblica Romana, per cui fu condannato a morte in contumacia.
 

 


Vincenzo Gallo
Frate O.F.M. nato ad Ascoli Satriano nel 1924. Arrivò nel convento di S. Matteo a San Marco in Lamis (FG) nell’estate del 1955 con l’incarico di guidare i giovani chierici di filosofia. Nel 1958 gli fu conferito l’incarico di Guardiano del Convento. Nel 1959 diede vita al periodico bimestrale S. Matteo fino al 1963. Fu il predicatore a cui tutti i preti della zona potevano ricorrere per panegirici, conferenze, catechesi. Il rapporto con i molti amici e benefattori, già profondo e consolidato, divenne più spiritualmente motivato, con i giovani ebbe una predilezione speciale. Dal 1994 al 1996 ha collaborato con Mons. Leonardo Cautillo, parroco della cattedrale di Ascoli Satriano scrivendo articoli pubblicati sulle "Cronache della Cattedrale". Ovunque passò la sua vita lasciò il segno indelebile del suo donarsi a Dio e a San Francesco d'Assisi, uomo di grande fede e insegnante di vita e del Vangelo. Morì a Foggia nel convento di S. Pasquale il 23 novembre 2013 all'età di 89 anni.
 


Luigi Gasparrelli
Geometra, autore di libri tecnici per geometra, nato ad Ascoli Satriano il 30 aprile 1908, nel 1926 consegue il diploma da geometra. Svolge attività di libero professionista, maturando esperienza nel settore edile, tipografico, in estimo e tecnico-legale. Svolse attività come consulente presso il comune di Ascoli Satriano, come tecnico per Preture e Tribunali, come tecnico di fiducia di principali proprietari terrieri. Pubblica quindici volumi per importanti case editrici (Hoepli, Pirola, Maggioli, Mursia, Vitali e Ghinda). La sua fama a livello nazionale la raggiunse con la pubblicazione del libro “Manuale del Geometra”, adottato presso gran parte di Istituti Tecnici per Geometri, attualmente ancora in uso. Morì nel 1990.


 




 

 

Vincenzo Giusto
Sindacalista, nato ad Ascoli Satriano il 4 novembre 1931. Dopo aver conseguito la licenza elementare, è costretto ad abbandonare la scuola per cercare lavoro, fa le prime esperienze lavorative nel settore agricolo e successivamente lavora come manovale. Per un anno emigra in Svizzera e in Germania. Agli inizi degli anni ’50 si avvicina alla politica iscrivendosi al PCI, di cui diventerà segretario di sezione, e al sindacato della CGIL. Nei primi anni ’60 viene nominato segretario della Camera del lavoro di Ascoli Satriano, che guiderà per molti anni con grande passione, conseguendo risultati significativi in termini di iscritti e di conquiste. Sono le lotte per l’utilizzo del metano, per l’irrigazione e le trasformazioni colturali nonché per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro che dalla seconda metà degli anni ’60 consacrano Giusto come un dirigente sindacale fortemente legato ai lavoratori e capace di assumere iniziative e rappresentare al meglio le istanze e le aspirazioni della sua città e della zona del Subappennino Dauno. È stato uno dei principali animatori e protagonisti del movimento di popolo per lo sfruttamento in loco del metano, dando prova di combattività, di unità e di intelligenza politica.  Per oltre 40 anni Vincenzo Giusto è stato un punto di riferimento solido per il movimento sindacale della Capitanata battendosi sempre per tenere unite le diverse componenti, consapevole che nell’unità sta la forza del mondo del lavoro. Morì ad Ascoli Satriano il 16 ottobre 2018.



 

Efrem Lucio Iascone
Medico, nato ad Ascoli Satriano nel 1928, ha dedicato la sua vita alla medicina, laureandosi presso l’Università di Bologna nel 1954 e ottenendo la specializzazione in pediatria. Anche durante la sua esperienza amministrativa da sindaco (dal 1968 al 1972 e poi nel 1978) ha portato lustro e benessere alla cittadina dei Monti Dauni, trasferendo a Palazzo di Città la sua personalità determinata ma sempre rispettosa. A lui si deve anche l’istituzione della sede distaccata del Liceo Classico sul territorio di Ascoli Satriano. Dopo il suo pensionamento, il suo polo medico di Ascoli Satriano è stato assorbito dal Gruppo Telesforo. E’ stato uno stimato professionista di Ascoli Satriano che si è fatto sempre ben volere da tutti. Morì ad Ascoli Satriano il 14 aprile 2021.


 


Troiano Marulli
5° duca di Ascoli (Satriano), nato ad Ascoli (Satriano) il 2 dicembre 1759. Era patrizio napoletano cavaliere di gran croce del Real Ordine di San Ferdinando, del Reale Militare Ordine di San Giorgio della Riunione, del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III, dell’Ordine Imperiale Austriaco di Leopoldo, fu Cavallerizzo Maggiore, Aiutante Maggiore di Re Ferdinando I di Borbone. Capitano Generale del Reale Esercito, Ispettore dei Cacciatori e Pionieri Reali, Sovrintendente generale della Polizia e della Giustizia Criminale del Regno, Consigliere di Stato, Consigliere del Supremo Tribunale Conservatore della Nobiltà del Regno di Napoli, Vicario generale del Re, Consigliere del Principe Ereditario, Presidente della Commissione per la Ricostruzione del Teatro San Carlo. Sposò a Napoli, l' 1 settembre 1784 donna Maria Gratimola Filomarino, figlia di don Pasquale, 3 duca della Torre a Mare e della principessa donna Maria Maddalena Rospigliosi dei duchi di Zagarolo. Morì a Napoli 19 maggio 1823. 


Potito Mele
Scrittore e cultore di tradizioni locali, docente di scuola media superiore, glottologo, dialettologo. Nato ad Ascoli Satriano il 18 marzo 1945 da Michele ed Antonia Coluccelli. Già vice presidente della Commissione Diocesana Storico-Scientifica "Pro Culto di San Potito Martire" costituita, con decreto del 13 gennaio 1993, dal Vescovo di Cerignola - Ascoli Satriano Mons. Giovan Battista Pichierri, membro dell'Istituzione del Comune di Ascoli Satriano "Centro Culturale Polivalente" e del Rotary International sez. di Cerignola. Ha scritto vari libri tra cui: "S. Potito nella tradizione popolare di Ascoli Satriano",
Le Cinquecentine e, insieme a Francesco Capriglione, "Ascoli Satriano, Storia, arte, lingua e folclore". Ha collaborato con le "Cronache della Cattedrale" (progetto editoriale, pastorale, sociale e culturale ideato da Mons. Leonardo Cautillo, compianto parroco della Cattedrale di Ascoli Satriano). Morì ad Ascoli Satriano il 2 dicembre 2013.
 



 

Nicola Maria Merola
Vescovo di Isernia e Venafro, nato ad Ascoli Satriano il 9 ottobre 1834 da Paolo e Angiola Maria Giuliani. Fu ordinato sacerdote dal Vescovo di Ascoli Mons. Leonardo Todisco Grande il 19 dicembre 1857 nella Chiesa Cattedrale di Ascoli. Fu Canonico del Capitolo della stessa Cattedrale e Rettore del Seminario di Ascoli Satriano. Resse, come Vicario Capitolare, la Diocesi di Ascoli essendo vacante per la morte del Vescovo Mons. Antonio Sena. Da Vescovo di Isernia continuò ad essere legato ad Ascoli. Regalò al Capitolo Cattedrale un grande orologio a pendolo per segnare con precisione le ore dell’Ufficio del Coro e un prezioso artistico calice di argento massiccio sulla cui base sono collocate le sculture dei quattro Dottori della chiesa dell’Occidente Cristiano, che richiamano i relativi stucchi della volta della lanterna della cattedrale di Ascoli. Pagò le spese per la costruzione della Cappella a cupola del sacro Cuore nella Chiesa di Maria SS. del Rosario di Pompei sulla collima omonima o Torre Vecchia, il medioevale quartiere Frontino. Nel 1903 fece pavimentare la Cattedrale di Isernia. Morì a Isernia nel 1916.



 

Domenico Pandiscia
Nato ad Ascoli Satriano il 1° gennaio 1924, da Saverio e Filomena Scotese, originari di Lacedonia. Nel 1942 nella masseria di Cornito in agro di Ascoli Satriano, con Mazzeo Nardina, sua futura moglie, decidono di fare la “fuitina”. Tempo dopo si sposarono e andarono ad abitare ad Ascoli Satriano in via Rampa Ofanto 1, traversa di via Vigilante Generoso. Ebbero un figlio, Saverio. Nel 1943 era militare a Barletta e per far conoscere il piccolo Saverio al padre, fu messo in una valigia da sua madre Nardina e portato a Barletta. Dopo l’8 settembre 1943 venne catturato dai nazisti insieme ad altri del Presidio militare di Barletta, arrivati per leva militare o per volontariato nella città. Morto a Barletta il 12 settembre 1943 per mano dei nazi fascisti, fu il primo soldato caduto a difesa del Rifugio nr. 1. Una lapide nella città di Barletta ricorda il tragico fatto. Una lettera del 9 settembre 1943 scritta da Domenico alla moglie Nardina e donata nel 1998 dal figlio Saverio all’archivio della resistenza, diventa un documento storico utile alla città di Barletta per la richiesta della medaglia d’oro al valor militare, ottenuta nel 2004.


Michele Placido
Attore e regista italiano tra i più carismatici e apprezzati, Michele Placido vanta una lunga carriera cinematografica e teatrale, oltre ad una positiva esperienza come autore e regista. Nato ad Ascoli Satriano (FG) il 19 maggio 1946 è amato dal pubblico nazionale ma anche conosciuto in tutto il mondo per aver interpretato dal 1984 al 1989 il personaggio del commissario Cattani nei primi quattro capitoli dello sceneggiato "La Piovra" (di Damiano Damiani), la più popolare fiction poliziesca italiana distribuita internazionalmente in moltissimi paesi.

https://it.wikipedia.org/wiki/Michele_Placido
 



 

Margherita Quintano Capozzi
Nata ad Altamura ha iniziato qui  la sua formazione scolastica che ha concluso tra Foggia e Bari con il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento di Disegno e Storia dell’ Arte negli Istituti Superiori. Ha iniziato nel 1958, a Torremaggiore,  la professione di Insegnante di Educazione Artistica. Il primo incarico ad Ascoli Satriano l’ ha ottenuto nel 1959. Nel 1962 ha sposato l'avvocato Gerardo Capozzi. Dal suo primo incarico nel 1959 fino al raggiungimento del meritato collocamento a riposo ha ininterrottamente educato all’ amore per il Disegno e per l’Arte in generale intere generazioni di studenti ascolani.  Sempre in prima fila nella promozione di iniziative culturali quali mostre-mercato di arte, artigianato, antiquariato e prodotti locali, gite scolastiche e viaggi di istruzione, valorizzazione delle tradizioni ascolane dedicandosi in particolare alla riscoperta dell’antico ballo “Il lanciere”, ha insegnato per diversi anni presso l’Università della 3^ età e del Tempo libero ed è stata tra i fondatori dell’ Associazione Pro Loco di Ascoli Satriano, Presidente dell’ Associazione Giovanile Musicale (A.GI.Mus.), Insegnante di Pittura e Presidente dell’ Associazione “Belle Arti”  frequentata da allievi di tutte le età, provenienti anche da altri Comuni. La Professoressa Margherita Quintano Capozzi era da tutti affettuosamente chiamata Ghita.  Morì a Monterotondo (RM) il 23 maggio 2023.


 

 


 

Pasquale Rosario
Veterinario, nato ad Ascoli Satriano il 5 maggio del 1860 da Potito Rosario, ricco possidente ascolano e da Giovanna Russo. Frequenta le locali scuole elementari e compie gli studi ginnasiali nel Seminario Vescovile di Ascoli Satriano. Compie gli studi liceali a Foggia e Benevento e gli studi di veterinaria all’Università di Napoli, conseguendovi la laurea in Zooiatria. Nel 1888 diventa veterinario comunale del comune di Candela e nel 1889 è veterinario comunale di Ascoli Satriano. Nel 1890 collabora con il “Moderno Zooiatro” di Torino, nel 1891 è Professore di Zootecnia e di Igiene nella Regia Scuola di Agricoltura “Antonio Orsini” di Ascoli Piceno; in occasione del Congresso dei Veterinari di Milano e del centenario della scuola Veterinaria di Milano, partecipa come socio fondatore alla fondazione della Federazione Veterinaria Italiana di cui diventa anche segretario; è relatore al Congresso della Federazione Veterinaria di Firenze. Operò per tutta la vita ad Ascoli Satriano per arricchire la storia della città. Ispettore onorario ai monumenti della circoscrizione mandamentale di Ascoli Satriano e Ordona, favorì con ogni mezzo la conservazione dei monumenti della zona. Istituì una scuola Tecnica Commerciale ad Ascoli Satriano, chiusa qualche anno dopo per deficienza di mezzi finanziari. Nel 1897 pubblica il suo studio su "Cecco d’Ascoli e la sua città natale", nel 1898 inizia a pubblicare a fascicoli la sua opera maggiore “Dall’Ofanto al Carapelle”, nel 1900 diventa socio corrispondente della Società Cattolica Italiana per gli Studi Scientifici di Pavia. Donò al Comune di Ascoli Satriano  ricche collezioni di numismatica e ceramiche antiche che costituirono già nel 1899 il Museo archeologico e duemila volumi di sua proprietà. Morì ad Ascoli Satriano il 6 Febbraio del 1935. All'insigne studioso  sono stati intitolati: il Parco archeologico, il Museo civico e la Biblioteca Comunale.




 

 

 

 

Liliana Rossi
"... una figura di libertà, la dolcezza e l'amore per gli altri ..."

Nata a Bovino il 4 novembre 1932, ma visse ad Ascoli Satriano. Nel 1948, Liliana consegue la maturità classica presso il Liceo Classico di Foggia, si iscrive all'Università di Napoli, studia giurisprudenza e si laurea brillantemente con una tesi sulla Costituzione Italiana, scrive articoli sulla libertà religiosa, sui tribunali militari, sul partito socialista svedese. Contemporaneamente ha conseguito il diploma di violino, segue la scuola di perfezionamento a Siena, organizza con gli amici di Foggia il circolo del cinema, partecipa ad un concorso all'orchestra Scarlatti di Napoli. Subito dopo la laurea, si iscrive al PCI e si dedica ad una partecipazione attiva. Negli incontri di caseggiato con le donne contadine e braccianti Liliana si scontra con una condizione di vita cui non è abituata e quasi si vergogna di essere testimone di tanta miseria. In particolare la sua solidarietà si esprime verso le donne, escluse tra gli esclusi, sottomesse ai maschi di casa secondo la secolare consuetudine del sistema patriarcale, ed organizza incontri in cui insegna alle ragazze elementari norme igieniche e i rudimenti dell' alfabetizzazione. E' emblematico l'episodio di un comizio, tenuto ad Ascoli Satriano un mese prima della sua morte, in cui alla fine venne accompagnata a casa in trionfo da una fiumana di donne. Era la prima donna a tenere un comizio, tutto il paese era accorso a sentirla e Liliana parlava in modo chiaro diretto, di cose concrete e tutti riuscivano a capirla. Le testimonianze di tutti confermano come tratto fondamentale del suo carattere, la semplicità, la concretezza, la dolcezza, l'amore per gli altri. Morì a soli 24 anni, il 18 giugno 1956.
Le vengono negati i funerali religiosi ad Ascoli, al suo funerale ci fu un’ accorrere di ragazze vestite di bianco da tutte le strade del paese, a far da ala al grandioso corteo che l'accompagna al cimitero. E' quasi una forma di gratitudine, una restituzione da parte di quelle ragazze alle quali Liliana aveva insegnato non solo a leggere e scrivere ma anche il senso di una nuova dignità.


Vincenzo Santoro
Sacerdote, nato ad Ascoli Satriano il 24 maggio 1886. Compiuti gli studi umanistici nel Seminario di Ascoli Satriano, conseguì la licenza liceale a Molfetta nel 1908. Si laureò in Teologia nel Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, fu ordinato Diacono e Sacerdote l’8 febbraio 1912. Dopo la laurea si trasferì definitivamente a Roma a servizio della S. Sede. Il 5 gennaio 1929 fu nominato da Papa Pio XI Prelato Domestico,  Assessore della S. Congregazione Concistoriale il 3 luglio 1930 e Consultore della S. Congregazione per gli Affari ecclesiastici straordinari l’11 gennaio 1931. Partecipò al conclave del marzo 1939, in cui fu eletto Papa Pio XII. Nel 1941 offrì il capitale necessario per la costituzione della dote beneficiaria della nuova parrocchia “San Potito” dei Frati Minori Francescani in Ascoli Satriano. Morì a Roma il 21 maggio 1943.
Le sue ultime parole furono: “è tanto bello il cielo che non rimpiango la terra”.
 


Paolo Sannella
Sacerdote, nato il 20 dicembre 1862, studiò nel seminario di Ascoli Satriano, fu ordinato sacerdote il 18 ottobre 1885 nella Chiesa di Santa Maria del Popolo ad Ascoli Satriano da Mons. Antonio Sena. Fu Parroco di Ordona, Vicario Curato in Orta Nova. E’ stato il fondatore dell’Istituto ‘Maria SS.ma del Rosario di Pompei’ in Ascoli Satriano per l’accoglienza dei minori bisognosi. Fu Canonico della Cattedrale di Ascoli Satriano, Cancelliere Vescovile e Vicario Generale della Diocesi di Ascoli Satriano. Sulla collina Torre Vecchia costruisce la Chiesa dedicata alla Madonna del Rosario di Pompei sullo stesso sito dove, nel medioevo, sorgeva l’antica Cattedrale di Santa Maria in Principio. Morì ad Ascoli Satriano il 1 novembre 1925. Dal 1981, le sue ossa riposano nella chiesa da lui costruita.

 



 

Antonio Silba
Sacerdote, è' stato la memoria storica della Chiesa di Ascoli Satriano e Cerignola. Nato ad Ascoli Satriano da Matteo Silba e Rosa Maria del Toro il 14 settembre 1919. Compiuti gli studi ginnasiali nel Seminario di Ascoli Satriano e quelli filosofici e teologici nel Pontificio Seminario Regionale di Benevento, venne ordinato sacerdote il 15 ottobre 1944 dal vescovo Mons. Vittorio Consigliere, nella cattedrale di Ascoli Satriano. Ha insegnato materia letterarie nel seminario di Ascoli Satriano e Religione Cattolica nelle scuole medie statali. Canonico della Cattedrale di Ascoli Satriano, già Archivista e Direttore dell'Archivio Storico Diocesano che ha ordinato con paziente e cura. Ha scritto "Un prefazio da cantare - profilo dei Vescovi e Sacerdoti della Diocesi di Ascoli e Cerignola del 1900", "Storia della Chiesa e Istituto Pompei di Ascoli", "Frammenti di storia nella città dei tre colli in tre antichi documenti". Ha collaborato alla rivista parrocchiale "Cronache della Cattedrale". Nel 2013 pubblica "L'antica icona si Maria SS. della Misericordia in Ascoli Satriano", il libro venne presentato dal vescovo Mons. Felice di Molfetta il 23 giugno 2014 nella Cattedrale di Ascoli Satriano. Il 15 ottobre 2019 festeggiò il 75 anno della sua ordinazione presbiterale. Morì a Manfredonia (FG), dove era ricoverato, l’11 Novembre 2021 all’età di 102 anni e 2 mesi e con 77 anni e 1 mese di sacerdozio.


Tenace Carlo
Padre Carlo, al secolo Michele, Frate O.F.M., nato a San Marco in Lamis (FG) il 2 aprile 1926. Ha sempre edificato tutti con il suo stile semplice ed umile. Parroco della Parrocchia di S. Potito in Ascoli Satriano negli anni ’60, ha lasciato un segno indelebile nei parrocchiani. E’ stato anche confessore dei fratini e poi da Rettore nel Collegio Serafico di S. Potito. Morì il 26 ottobre 2003, nell'Ospedale "Casa Sollievo" di S. Giovanni Rotondo.

 


 




 

Leonardo Todisco Grande
Vescovo di Ascoli Satriano, nato a Bisceglie il 15 novembre 1789 da Giuseppe e Francesca Ruggieri.  Apparteneva all'alto ceto dei Patrizi di Bisceglie (Vigiliarum Patricius). Il 4 ottobre 1833 venne proposto Vescovo di Crotone dal re delle due Sicilie e consacrato a Roma il 26 gennaio 1834 dal Cardinale De Gregorio, durante il pontificato di Gregorio XVI. Successivamente fu nominato Prelato Domestico del Papa Pio IX e Assistente al Soglio Pontificio. Il 20 aprile 1849, rimasta vacante la sede vescovile delle diocesi unite di Ascoli Satriano e Cerignola, mons. Todisco veniva nominato vescovo di Ascoli Satriano. Celebrò dal 10 al 12 aprile 1853, nella Cattedrale di Ascoli, il Sinodo avendo di mira una integrale formazione cristiana nel ripristino di quei valori religiosi che sembravano dimenticati. Restaurò l’episcopio e la Cattedrale di Ascoli Satriano; ricostruì il Seminario a cui il terremoto del 14 agosto 1851 aveva provocato seri danni. Fu esiliato a Bisceglie, sua città natale, dal governo nato dall’unità d’Italia, nel 1861, da dove continuò a governare la Diocesi a scrivere lettere pastorali. Morì ottantatreenne, nel palazzo vescovile di Ascoli Satriano, il 13 maggio 1872, le sue ossa riposano nel Duomo di Ascoli Satriano.


Generoso Vigilante
Milite, nato ad Ascoli Satriano da Tommaso e Di Giorgio Genoveffa. Medaglia di Bronzo al valor militare, alla memoria. Caporal Maggiore III Gruppo Bombarde. Capo pezzo di batteria bombarde, durante un violento combattimento assolveva il suo compito con slancio, capacità e coraggio esemplari. Cadeva colpito a morte, mentre nell’infuriare della lotta, incitava i compagni alla resistenza. Passo Mecan ( Eritrea ), 31 marzo 1936.

 


 


Altri Personaggi da ricordare
  • Saladino Ferro
    Medico  ( XV sec. ). Nacque ad Ascoli (Satriano) e visse intorno al 1448. Valente medico, pubblicò i seguenti trattati:
    Compendium aromantarium in Meuse” e il “Liber de Peste”.

  • Vincenzo Angiulli
    Fisico e Matematico, nato ad Ascoli (Satriano) il 17 febbraio 1747, ha studiato nel Seminario locale, si è laureato a Napoli in Filosofia. A soli 23 anni divenne socio dell'Accademia Clementina e dell'Istituto delle Scienze di Bologna, è stato professore di matematica nella Reale Accademia della Nunziatella di Napoli. Qui nel 1770, ha pubblicato la sua opera “Discorso intorno agli equilibrj”, l’opera costituisce un significativo punto di transizione nello sviluppo della meccanica razionale postnewtoniana. Nel 1799 è stato componente dell’Amministrazione Dipartimentale repubblicana di Foggia. Dal 1806 al 1816 è stato Commissario per la liquidazione delle terre censuarie del Tavoliere. A lui si deve la costruzione in via San Rocco ad Ascoli (Satriano), di un suntuoso palazzo, conosciuto come Caserma Vecchia (palazzo Angiulli) che diventò un centro di studi e di discussioni scientifiche, storiche, economiche e politiche, dove si incontravano i migliori intellettuali. Ha scritto e recitato l’elogio funebre in onore di re Carlo III di Borbone nella Cattedrale di Ascoli (Satriano). Morì a Napoli nel 1819.

  • Serafino Travaglio
    Sacerdote dell'Ordine Minore Francescano
    (1836-1916), al secolo Michele, figlio di Pasquale, muratore, e Celeste Fiorenza. Nonostante il convento di S. Potito di Ascoli Satriano sia stato requisito dal nuovo Stato Italiano nel 1867, padre Serafino nel 1879 è già presente in esso. Nel 1892 inizia le pratiche amministrative per recuperare alla Provincia Francescana di S. Angelo il convento di S. Potito. Nel 1895 l'iter di recupero è concluso felicemente con il ritorno del convento ai padri francescani minori. Padre Serafino è il primo guardiano del convento di S. Potito dopo il recupero. Nel 1905 il convento è sede del primo Capitolo della Provincia Monastica di S. Angelo dopo la gestione diretta della Provincia Monastica dal Generalato di Roma. Morì il 24 luglio 1916.

  • Ezechia D'Agnessa
    Sacerdote dell'Ordine Minore Francescano, al secolo Urbano, figlio di Vincenzo e Rosa Gaeta. Nato ad Ascoli Satriano il 13 gennaio 1889, vestì l’abito francescano il 23 settembre 1897, fu ordinato sacerdote il 23 luglio 1905. Fu Commissario della Provincia Monastica Francescana di S. Angelo, nominato dal Ministro Generale dell'Ordine padre Bonaventura Marrani il 4 novembre 1927, carica che mantenne fino al 1930. Fu scrittore di argomenti pastorali. Durante il suo governo nel 1929 fu riaperto il Noviziato a Casacalenda e i frati ritornarono a Manfredonia e a Gesù e Maria in Foggia. Per due volte fu Guardiano del convento di San Potito in Ascoli Satriano. Nel 1941 fu nominato primo parroco della Parrocchia di San Potito in Ascoli Satriano, carica che tenne fino al 1946. Dal 1946 fu a Bitetto (BA) fino alla morte, avvenuta il 5 aprile 1957 nel convento del “Beato Giacomo”  .


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