Home > vivere Ascoli > Servizi speciali > Giuseppe Ciotta, un poliziotto a difesa della libertà

“… un poliziotto a difesa della libertà e della democrazia. Tu che ti sei immolato per esserti impegnato nel volere un mondo migliore ove giustizia ed onestà fossero lo scopo della vita di tutti, non sarai mai dimenticato …”


Giuseppe Ciotta nasce ad Ascoli Satriano (FG) il 13 novembre 1947 da Potito e Nunzia Cocozzello. Dopo un’ infanzia e un’ adolescenza  che si possono immaginare simili a quelle di tanti altri, scelse di entrare a far parte del Corpo selle Guardie di Pubblica Sicurezza. Non aveva compiuto vent’anni quando entrò come allievo prima nella Scuola di Nettuno e poi in quella di Bolzano. Il 5 maggio 1968 prestava giuramento di fedeltà allo Stato e alle Istituzioni, fiero di poter svolgere un lavoro importante al servizio del Paese e dei cittadini. Nel febbraio del 1974, Giuseppe si unì in matrimonio con Michelina Carbonara, anche lei di Ascoli Satriano. Ad allietare l’unione sarebbe nata nel marzo del 1975 una figlia, Nunzia.

La carriera del poliziotto si svolse in seguito a Peschiera, poi a Roma e a Nettuno, e infine a Torino, dove con i gradi di brigadiere e la specializzazione nei Servizi Investigativi, intraprese l’appassionante e rischiosa attività della raccolta di informazioni per la sicurezza. Quale appartenente all’Ufficio Politico della Questura di Torino, svolgeva un’attività di informazione “alla luce del sole”, analoga a quella che attualmente viene svolta dagli agenti della Digos, la divisione investigativa che ha ereditato le competenze del vecchio Ufficio Politico.

Il 1975 e il 1976 furono anni di grande impegno per Giuseppe Ciotta, durante i quali si guadagnò la considerazione dei superiori e valutazioni molto alte negli annuali giudizi di merito. Un suo profilo lo descrive sempre in ottima salute, riservato ma franco nell’esprimere le proprie idee, affidabile, impeccabile nei rapporti con colleghi e superiori, irreprensibile sotto ogni aspetto. Di cultura superiore alla media, rilevava efficaci capacità espressive e una spiccata attitudine al comando, requisito indispensabile per adempiere alle funzioni del suo grado e, in prospettiva, per una buona carriera all’interno della Pubblica Sicurezza. Qualità che lo fecero diventare un punto di riferimento per i colleghi, ai quali trasmetteva quella sicurezza necessaria a fronteggiare pericoli imprevisti o ad affrontare in piazza gruppi di facinorosi armati di spranghe. Negli ultimi tempi svolgeva un servizio di sorveglianza esterna e di prevenzione al Politecnico, all’Istituto “Sommeiller” e al Liceo “Galileo Ferraris”.

Di Giuseppe Ciotta e della sua umanità rimane un ricordo indelebile in quanti lo hanno conosciuto, stimato ed amato; e sapevano che il sorriso, lo sguardo intenso ne nascondevano in realtà la timidezza e la grande bontà d’animo. In tutti la sua memoria deve destare profondi sentimenti di rispetto e di gratitudine perché, da bravo “servitore dello Stato”, ha difeso le istituzioni democratiche a prezzo della vita.

Il 12 marzo 1977, in via Gorizia a Torino, fu ucciso in un attentato da un membro della organizzazione terroristica Brigate Comuniste Combattenti - Prima Linea.

Al brigadiere Giuseppe Ciotta sono stati intitolati una strada ed un cippo ad Ascoli Satriano (FG); l’Autocentro della Questura di Foggia; un parco giochi a Brandizzo (TO); una strada e, in via Gorizia a Torino, una lapide.

   

da sinistra: via Giuseppe Ciotta ad Ascoli Satriano e la lapide in via Gorizia a Torino

L’agguato: Torino, 12 marzo 1977, ore 7.40

Il brigadiere di Pubblica Sicurezza Giuseppe Ciotta, in servizio presso l’Ufficio Politico della Questura, esce dal portone di casa e attraversa la strada per raggiungere la sua Fiat 500 rossa, parcheggiata di fronte al civico 67 di via Gorizia. Alza lo sguardo per salutare la moglie che è sul balcone, sale in macchina e inserisce la chiave di avviamento. E’ in quel momento che un uomo armato di pistola a tamburo si materializza dietro la macchina e, aggiratala sul fianco sinistro, apre il fuoco. Quattro colpi sparati in rapida successione, tre dei quali vanno a segno e raggiungono il sottufficiale al braccio, alla spalla e, attraversando la scapola, direttamente al cuore. Il quarto proiettile sarà poi rinvenuto all’interno della portiera destra. Per Giuseppe Ciotta non c’è possibilità di reazione né di scampo. Poco dopo mezzogiorno veniva rinvenuta una busta vicino al cippo eretto a Luigi Ratti. Con foglio dattiloscritto il gruppo terroristico delle “Brigate Combattenti - Prima Linea”,  rivendicava la paternità del delitto.

La cerimonia funebre

Lunedì 14 marzo 1977 la salma di Giuseppe Ciotta venne esposta nella sala riunioni della Questura di Torino, dove cittadini e colleghi sfilarono per rendergli omaggio. Per volontà della moglie, il corpo vestiva la divisa azzurra: “Giuseppe lo considerava l’abito più bello e l’ha pagato con la vita”, aveva spiegato la signora Michelina. Alle esequie parteciparono le delegazioni delle questure del Piemonte e di altre regioni italiane, così come quelle di numerosi comuni. Da Ascoli Satriano, paese d’origine di Giuseppe Ciotta, insieme ai parenti ed amici, arrivò l’intera Giunta comunale, con i vigili urbani e il gonfalone listato a lutto.

Dopo gli onori resi da una formazione di poliziotti schierati, la bara, portata in spalla dagli agenti in divisa , uscì dalla Questura avvolta nel tricolore. La messa fu concelebrata nella chiesa di Santa Barbara dal cardinale Michele Pellegrino e da don Luigi Ciotti. Telegrammi di solidarietà e messaggi di cordoglio giunsero da tutta l’Italia, dalle più alte cariche dello Stato, dai vertici delle forze dell’ordine e della magistratura, da sindacati e associazione di categoria, da lavoratori e gente comune.

La mattina del 15 marzo 1977, dopo un lungo viaggio attraverso la Penisola, la bara giunse ad Ascoli Satriano, dove, con le autorità locali, l’intera cittadinanza si strinse attorno ai parenti del giovane sottufficiale. La salma fu tumulata nel locale cimitero.

Il 14 maggio 2004, il Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi consegna alla vedova del brigadiere Giuseppe Ciotta la Medaglia d'Oro al Valor Civile alla memoria.

Nel maggio 2010, su proposta del Ministro dell'Interno Roberto Maroni, il brigadiere Giuseppe Ciotta è stato insignito della Medaglia d'Oro "Vittime del terrorismo".

A distanza di anni, la ferita inferta ai familiari e alla comunità di Ascoli Satriano resta ancora aperta, come per un tributo troppo alto pagato allo Stato e che non merita l’oblio. Indelebile e degna di risalto rimane l’immagine di Giuseppe Ciotta e del suo sacrificio in difesa della libertà e della democrazia.



Fonte:  
-  “Giuseppe Ciotta, un poliziotto in difesa della libertà e della democrazia” di Gerardo Acquaviva
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  museolenuove.it/index.php/blog/45-events/913-commemorazione-giuseppe-ciotta
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  wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Giuseppe_Ciotta


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