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"... che l’ingegneria romana abbia tenuto in conto lo studio e l’esercizio delle discipline idrauliche è fin troppo noto. E ciò sia sotto il profilo tecnico che applicativo, mettendo a punto tecnologie avanzate per la costruzione di manufatti idraulici efficienti e prodotti, per la loro perfetta funzionalità, con materiali sempre adatti allo scopo ..."


Importante complesso idraulico che testimonia le capacità ingegneristiche degli antichi romani per la raccolta delle acque sorgive, ubicate in via Publio Fundanio Prisco. Furono fonte idrica per i cittadini ascolani, fino all'avvento dell'Acquedotto Pugliese nel 1900. In origine dotate di tre cisterne con arcate soprastanti (attualmente se ne conservano due) e quatto vasche. Le vasche sono delimitate da un muro di laterizio pieno alto quasi quanto l’opera di contenimento, sono divise da setti in muratura laterizia e malta pozzolanica. Il muro anteriore che delimita le vasche è in muratura di laterizio.

Le fontane, vennero fatte edificare dal Magistrato romano Publio Fundanio Prisco, a sue spese. Ciò risulta da un’epigrafe e tratta del ringraziamento dei caplatores  (addetti al travaso dell’olio) a Publio Fundanio Prisco per aver fatto costruire fontem novum (una nuova fontana).

“A Pubblio Fundanio Prisco figlio di Publio della gens papiria, patrono del municipio,  che è assurto a tutti  gli onori e adempiuto tutti i doveri, patrono della città di Ascoli, il quale,  avendo spesso procurato molte e grandi cose, allo stato e anche una nuova fontana, ha destinato con elevato costo la sua ricchezza all’opera e ha migliorato sia la città che la patria tutta. I magistrati e i raffinatori di olio locali all’eccellentissimo patrono.  Loco Dato Decreto Decuriorium”

Il sito delle “Fontane” è un piazzale ubicato alla fine del vallone Pozzello ed ha un’estensione di circa 1.500 metri quadrati. Esso costituisce il fondo di una conca naturale che fa da cerniera tra il Vallone Pozzello e la Valle Castagna. In detto fondo scorre il fosso Rinaldi, affluente del torrente Carapelle. Il piazzale è attraversato sul lembo occidentale dal fosso Pozzello, la cui corrente d’acqua precipita a valle del piazzale, dando origine al fosso Rinaldi. Nello stesso inoltre confluiscono, a stella, cinque strade di accesso. Dal punto di vista morfologico si osserva che i fianchi dei valloni, i quali si deprimono verso il piazzale delle Fontane, hanno pendenze molto ripide.

La conca delle Fontane Romane si è formata esclusivamente per l’azione erosiva esercitata dalle acque scolanti superficiali, accentuata dalla presenza di notevole pendenza sulle scarpe. Le formazioni erosive e incise sono di tipo sedimentario stratificate, compattate ed estremamente consolidate. Ciò ha determinato che si formassero pendii e scarpe molto inclinate a giacitura sub-verticale (pendio Pozzello, Colline S. Nicola e Pompei). Come noto, la geologia del territorio è quella caratterizzata dai sedimenti formatisi nella così detta “Fossa Bradanica” nel Plio-Pleistocene. Il tipo di stratigrafia presente ha permesso l’originarsi della struttura acquifera che alimenta in maniera continua e perenne le sorgenti di fondo valle, di cui una parte furono captate dai Romani e riversate nelle strutture idrauliche delle Fontane per la loro utilizzazione.


   


Fonte: 
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“Le Fontane Romane di Ausculum” in Bonifica, anno III, n.2, di Giuseppe d’Arcangelo


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