Home > Arte e Cultura > Siti archeologici > La collina del Serpente - le Tombe

Tra il VII e II secolo a.C. la collina del Serpente fu interessata da una necropoli. Le tombe esplorate sul versante ovest sono a fossa (11) e a grotticella (4), tre delle quali già saccheggiate. Le deposizioni, quasi sempre monosome e in posizione rannicchiata, presentavano all’interno vasellame ceramico, oggetti di ornamento e armi. Il tipo di tomba attestato in Daunia nel secolo IX-VIII a.C. è quello a tumolo, adottato insieme alla tomba a fossa scavata nel terreno naturale e chiusa da un lastrone di pietra con ciottoli di rincalzo. Per i neonati è documentato, dall’età del bronzo finale XI-X secolo a.C. al VI secolo a.C., l’uso di sepolture in grandi vasi di impasto ( enchytrismos ) con ciotole di coperture deposti nello spazio delle abitazioni. Dal IV al III secolo a.C., con rare presenze nel II secolo a.C., si diffuse l’uso della tomba a grotticella scavata nel banco naturale con corridoio di accesso e porta di tegole o terra cruda. Tombe a camera monumentali, scavate nel banco naturale o costruite con blocchi, si limitano a certi aristocratici di alcune località della Daunia fra il IV e III secolo a.C. ( Canosa, Lavello, Salapia, Arpi ).

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Le coppe di vetroTomba delle coppe di vetro
Esterna all’area del parco archeologico, la tomba fu rinvenuta nel 1987. A grotticella conservava l’inumato in posizione supina e il corredo costituito da  due pregevoli coppe di vetro d’importazione da un centro del Mediterraneo ( Alessandria ), una coppia di strigili di ferro con l’anello di bronzo per la loro sospensione, tre nuclei di sostanza cosmetica di colore rosso, uno strumento di osso e, così come nella tomba della Principessa, due anfore da trasporto, una di Brindisi e l’altra di Rodi, entrambe bollate ( Metà II sec. a.C. )


cinturone bronzeoTombe del campo sportivo
Alla frequentazione nel IV secolo a. C. va attribuita una tomba a fossa , con la quale sono in relazione i resti del mosaico a ciottoli, con il corredo composto da ceramica dauna a vernice nera e da un cinturone bronzeo che connota la sepoltura come pertinente ad un personaggio maschile. In epoca successiva venne realizzata una tomba a grotticella con corridoio di accesso distruggendo il precedente mosaico a ciottoli. All’interno della grotticella sono state individuate tre sepolture delle quali la più antica in posizione rannicchiata. Del ricco corredo relativo alla prima sepoltura, databile alla prima metà del III sec. a.C., si segnalano due askoi listati, strigili e foglie d’oro appartenenti ad una corona.


pianta tomba della PrincipessaTomba della Principessa
Tomba a grotticella con dromos d’ accesso con tre gradini, cella intonacata con chiodi di ferro alle pareti per la sospensione di ghirlande, la tomba fu rinvenuta negli anni 1965/66. Scarsi i resti dello scheletro, ranicchiato. Il corredo era composto da ceramica acroma ( unguentari e brocche ), un reticellum e una corona in foglie d’oro, un pugnale e una pisside d’argento, tre alabastri, un flauto e un pettine di osso. Numeroso il materiale in bronzo, in particolare una pisside, un askos, un bacile, due strigili di ferro. Importante la presenza di una coppia di anfore, una vinaria da Rodi, l’altra olearia da Brindisi. Metà II sec. a.C.


Tomba della Principessa: alcuni oggetti rinvenuti

Tomba della Principessa: Flauto in osso e Pugnale in argento  Tomba della Principessa: Anfora
Tomba della Principessa: Foglie in oro  Tomba della Principessa: Ciotola

Tomba della Principessa: Askos in bronzo  Tomba della Principessa: Ciotola


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