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"... Ascoli Satriano, la città dei Grifoni,  è certamente uno dei paesi più interessanti della provincia foggiana non solo per la posizione geografica ma proprio per la ricca dotazione storica e architettonica ..."


Ascoli Satriano (l’antica Ausculum), comune in provincia di Foggia, situato a m. 428 s.l.m., a 33 Km. da Foggia. Clima, mite e temperato di tipo mediterraneo, il Territorio, si estende dal versante destro del torrente Cervaro e quello sinistro del fiume Ofanto, in direzione sud - sud/est, che lo separa dai territori di Foggia, Lavello e Melfi e confina inoltre con Stornarella, Ordona, Ortanova, Cerignola a est, con Bovino, Deliceto, Sant'Agata di Puglia, Candela e Castelluccio dei Sauri a ovest. I terreni, in parte coperti da boschi e mezzane, sono coltivati in assoluta prevalenza a cereali (grano duro) e per il resto a uliveti, frutteti, vigneti ed orti. Popolazione, circa 6.000 abitanti. Il Centro abitato distribuito su tre colline: Castello, Pompei e Serpente,  non può distogliere l’attenzione del visitatore, a sostare ed immergersi in una realtà ricca di storia, architettura e tradizioni popolari. Il visitatore non può fare a meno di completare la sua escursione degustando la gastronomia Ascolana ricca di ricette tipiche e prodotti che affondano le radici in un tempo che fu, vedi il pane Ascolano tanto decantato da Orazio.

Un vasto territorio costellato da insediamenti archeologici testimonia la vivacità che ha caratterizzato il passato e la storia di Ascoli Satriano. Le popolazioni vi si stabilirono sin dall’VIII secolo a.C., sebbene le tracce in assoluto più antiche testimoniano la presenza dell’uomo già in epoca neolitica.

Nelle sue immediate vicinanze, in un luogo mai identificato ma quasi certamente ubicato in una vallata vicina al fiume Carapelle, si svolse nel 279 a.C. la battaglia tra Pirro e l’esercito Romano. La sua storia ha registrato ulteriori episodi bellici degni di nota. Nel 215 a.C., nel corso della seconda Guerra Punica, la città partecipò come alleata di Roma nella fatale guerra contro Annibale. Ascoli prima in epoca greca e successivamente sotto i Romani ebbe il privilegio di coniare monete locali. Le emissioni a proprio nome si limitarono però a monete coniate e fuse solo in bronzo.

"Policromie del sublime" è il titolo della mostra archeologica c/o il Polo Museale di Ascoli Satriano, dove ammirare il gruppo marmoreo dei "Grifoni", supporto da mensa unico nel suo genere e la sua iconografia, due Grifi che uccidono un cervide (seconda metà del IV secolo a.C.).

La storia più antica di Ascoli è emersa a più riprese ed un’intera collina (collina Serpente), oggi "Parco Archeologico dei Dauni", può considerarsi uno straordinario Museo a cielo aperto. Nel corso di scavi è stata rinvenuta una necropoli datata fra il VI e il IV secolo a.C. con splendidi selciati a spina di pesce, le fondamenta e i muri di un grande santuario. Tutto il periodo romano è invece segnato da numerose edificazioni che, purtroppo, non sempre sono pervenute ai giorni nostri in buono stato.

Scavi dell'Università di Foggia in località Faragola hanno messo in luce i resti di una lussuosa villa romana e tardoantica con marmi e mosaici policromi in pasta vitrea e avorio. Purtroppo andata distrutta in un incendio nella notte tra il 6 e il 7 settembre 2017, ora in fase di restauro.

Ascoli Satriano vanta una Chiesa millenaria, per diversi secoli è stata sede vescovile. Conta numerosissime chiese alcune delle quali, nonostante la datazione storica e il patrimonio artistico contenuto, sono chiuse al pubblico e al culto. Vanno quindi segnalati il Duomo (la Cattedrale) del sec. XII in stile romanico-gotico che conserva interessanti affreschi di Vito Calò e tele di scuola napoletana, un crocifisso ligneo ed altre statue del sec. XIII, un busto argenteo di San Potito Martire del sec. XVII, la chiesa di San Giovanni Battista del sec. XII, la chiesa di San Potito Martire del sec. XVII, la chiesa dell’Incoronata, pur se risalente al secolo XV, è stata trasformata numerose volte ma la cosa interessante è che la facciata in pietra venne realizzata su un disegno dell’architetto Luigi Vanvitelli.

Uno dei nomi più diffusi ad Ascoli Satriano è Potito e la cosa si spiega per la particolare affezione che lega gli abitanti al Santo Patrono. La sua è una storia particolare dovuta al fatto che Potito, seguace del Cristianesimo in un momento in cui si moltiplicavano le scorribande barbariche, venne decapitato diventando, nei secoli, il primo Santo di Capitanata.

Ascoli Satriano conserva poi un discreto numero di edifici gentilizi ed altri edifici pubblici incastonati tra stretti vicoli e case umili. Innanzitutto il Castello (ora in fase di restauro) che nel XVIII secolo fu definitivamente trasformato in Palazzo Ducale. Risalente al sec. XII conserva importanti ambienti. Imponente il portale d’ingresso che supporta una loggia con finestre ad arco. Intatte sono ancora le antiche prigioni. Da vedere anche la Porta S. Antonio abate (chiamata anche dell’Ospedale), realizzata in stile barocco nel 1756. Anche il portale in pietra di Villa Marulli è in stile barocco e presenta una epigrafe con il simbolo dei Cavalieri di Malta. Bellissimo l’effetto garantito dalla facciata di Palazzo d’Autilia, del sec. XVIII. L’esterno, in mattoni, presenta infatti arcate ed eleganti finestre.



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