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lu trģcchėsė lu curlė la rocėlė sgarracavallė a ccavallė lüonghė


I primi giochi dei bimbi consistevano nell'ascolto di cantilene, ninna nanne e filastrocche. Appena divenuti autonomi nei movimenti, imparavano altri giochi dai compagni, giochi fatti in genere di saltelli, di esercizi fisici e di abilitą: a lu cavalluccė ( la persona adulta portava il bimbo sulla schiena o sul collo, con le gambe penzoloni); a zzumbė e zzumbettė ( il bimbo saltava da un gradino ); lu prėsille ( un fanciullo veniva portato seduto sulle mani incrociate di due compagni, che all'improvviso, le scioglievano, facendolo cadere); a li pizzėlė ( i compagni si davano pizzicotti sulle gambe, sulle guance, sulle mani, sul sedere ); a li mmänė rossė ( pił bimbi mettevano le mani l'una sull'altra; si levava quella di sotto e si batteva sempre pił forte sulle altre fino a riscaldarle e farle diventare rosse). Le fanciulle facevano gli stessi giochi, oppure si divertivano con la pupė dė pezzė, alla quale preparavano vestitini; a lu ndindalņ ( due ragazze si dondolavano sulle estremitą di un asse di legno in bilico su una pietra; a lu trģcchėsė ( si saltellava secondo certe regole, su un piano squadrato a croce o a rettangolo con riquadri numerati ); a girotondo ; a moscacieca; a sottė lu pondė ( alcune fanciulle di numero pari, si mettevano in fila, due a due, e toccandosi per le dita formavano un ponte sotto il quale le coppie passavano tenendosi sempre con le dita unite ); a li ccummarėllė ( le fanciulle imitavano le massaie conversando tra loro, prestandosi vestiti, masserizie e suppellettili ).Crescendo, i ragazzi eseguivano giochi di maggiore abilitą: a scarėcavarrélė ( due fanciulli si ponevano l'uno contro l'altro con la schiena, si legavano reciprocamente con le braccia e si sollevavano e scaricavano a vicenda); a nnasconnė ( il gioco pił popolare e diffuso tra i ragazzi: un componente del gruppo si metteva "a ssottė ", con la testa poggiata a un muro o ad altro, e coprendo gli occhi con le mani, faceva " li nigljė ", contando fino ad un numero prestabilito. Nel frattempo i compagni andavano a nascondersi e dicendo: " aggirė, aggģ, cornł ", lo invitavano a scovarli. Un altro gioco molto popolare era  a mmazzė e mmasckitė ( un ragazzo, battendo con un bastone, respingeva lontano " lu masckitė  " lanciato da un compagno e cercava di mandarlo ancora pił lontano dal cerchio base con tre colpi sulle sue estremitą, dicendo " mazzė e unė.. mazzė e dujė.. mazzė e tré ", e misuravano la distanza col bastone. Se l'avversario, invece, faceva entrare " lu masckitė  " nel cerchio o nella base stabilita, conquistava " la mazzė " e la base ). Avviandosi verso l'adolescenza, i ragazzi facevano giochi di destrezza, di velocitą ed anche di forza: a ngappč ( un ragazzo sorteggiato rincorreva, per acchiapparli, gli altri compagni ); a lu mattascjonė ( un ragazzo rincorreva gli altri compagni, ma, invece di acchiapparli, li colpiva con lu mattascjonė, un fazzoletto a cui angolo veniva fatto un nodo durissimo, nel quale, spesso si nascondeva una piccola pietra); a cchi pongė essa forė ( pił ragazzi a forza di spinte e gomitate, tentavano di farsi posto sulla soglia di una casa o su un gradino di una scalinata ). I ragazzi pił grandi andavano a caccia di passeri, rondini ed altri uccelli con le fionde : pė la mollė, fatta di due elastici fissati ad un forchino di ferro o di legno, e pė la jondė, la fionda vera e propria composta da due funicelle o lacci di cuoio, con la quale lanciavano lontano sassi piuttosto grossi; a caccia di rondini, rėrėnčllė e rrėrėnune armati di canne che facevano roteare in aria per colpiere e prendere i poveri uccelli. Altri giochi che richiedevano notevole abilitą erano: a ccavallė lüonghė ( una squadra di ragazzi andava a ssottė e i componenti dell'altra saltavano addosso al cavallo lungo spesso diversi metri. Se uno dei saltatori non si reggeva in equilibrio e poggiava un piede a terra, la sua squadra prendeva il posto dell'altra ); a zzombacavallė o sgarracavallė ( diversi ragazzi si disponevano a circolo, con la schiena chinata, e si scavalcavano a turno e con velocitą sempre maggiore ); lu curlė  ( la trottola di legno che veniva lanciata con una funicella " lu zzagagljė ", e fatta girare su se stessa. Adolescenti e giovani si divertivano a li staccė ( su un terreno di gioco ben spianato e liscio, si posizionava lu mčrchė vicino ad una buca dove si ponevano un certo numero di bottoni di diversa misura e di generi diversi: zzorillė, cjacjallė , cjacjallunė . Scagliando lontano dal mčrchė  li staccė , determinavano la distanza dalla quale dovevano lanciarle per colpire lu mčrchė  che in caso di abbattimento determinava la vincita dei bottoni ). Soprattutto nei giorni di festa, in piazza e lungo le strade, gruppi di adolescenti, giovani e anche di uomini si riunivano per giocare a ttozzamurė ( consisteva a scagliare contro un muro una monetina, cercando di farla cadere il pił vicino possibile alla parete. Vinceva tutte le monetine scagliate chi si avvicina di pił al muro );  a spaccachjanghčllė  ( consisteva nel lanciare in alto una monetina e facendola cadere sulle mattonelle del marciapiede o della strada. La moneta doveva cadere vicino o sopra gli interstizi tra mattonella e mattonella, il massimo dell'abilitą si dimostrava quando la monetina " spaccävė la chjanghčllė ", cadendo sul punto preciso in cui le mattonelle si incrociavano fra loro, oppure cadendo sopra un'altra moneta, scalzandola ).


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