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La costruzione del monumento rappresentò per la Città una prima importante tappa di modernizzazione del tessuto urbano, in quanto si realizzò contestualmente una grande piazza, elemento di progresso inserito in un impianto urbano medievale esistente  …”  


La città di Ascoli Satriano al pari del resto dei Comuni d'Italia non volle essere da meno nel ricordare ed eternare nella memoria collettiva i suoi Caduti. Così già nel 1922 era stata stampata una cartolina che riportava il disegno del monumento racchiuso da due rami: uno di  alloro e l'altro di quercia. Quella di stampare cartoline o emettere francobolli da parte dei Comuni e/o associazioni, era un delle forme allora in voga per sostenere e raccogliere fondi da destinare alla realizzazione di opere di interesse pubblico.

Sulla cartolina di Ascoli Satriano oltre al disegno del monumento, era riportata la scritta

 "AL RICORDO DEI SUOI FIGLI CADUTI MCMXXII"

e anche la somma corrispondente al contributo di 20 centesimi. La cartolina era stata disegnata da Giulio Barbèri, lo scultore bolognese che poi realizzò il gruppo bronzeo fuso nella Fonderia Artistica già Bastianelli di Roma.  Prima del monumento di Ascoli, lo scultore Barbèri aveva plasmato diversi monumenti, tra cui la tomba di papa Benedetto XV in Vaticano.


Al centro della piazza Giovanni Paolo II° (già piazza della Rivoluzione e poi piazza Cecco d’Ascoli), la principale di Ascoli Satriano, si trova il monumento ai Caduti ideato e realizzato da Giulio Barbèri. L’inaugurazione del monumento avvenne l' 8 novembre 1925 alla presenza del sindaco della Città Benedetto Arnone, gli onorevoli deputati del regime fascista Caradonna e Canelli, il vescovo della Diocesi di Ascoli Satriano e Cerignola Mons. Giovanni Sodo. Il discorso di inaugurazione lo tenne il dott. Pasquale Rosario.


   

   


Ad Ascoli Satriano lo scultore Giulio Barbèri ha creato una composizione dove ai tipici elementi architettonici del monumentalismo allora imperante si unisce il gruppo bronzeo, in una combinazione ossimorica fatta di staticità e dinamismo. Il monumento è racchiuso da una cancellata in ferro battuto.

All’interno, su un doppio gradone, insiste un blindo composto da blocchi in marmo che partono dalla base e si interrompono al centro dove è inserito il gruppo bronzeo. Il blindo riparte verso l’alto dove, su una cimasa, s’appoggia un obelisco su cui sono state inserite delle foglie di palma in bronzo. Per questo monumento Barbèri modella un gruppo: a sinistra un bersagliere che avanza alla carica con moschetto e baionetta innestata, mentre sulla destra un fante, colpito a morte, cade abbracciando la bandiera. La scena occupa tre dei quattro lati del basamento dell’obelisco.

Il gruppo scultoreo è caratterizzato da un forte senso di dinamismo nel senso orizzontale che contrasta con la verticalità e staticità dell’obelisco. Oltre alla scultura, sui lati dell’obelisco, sono fissate delle targhe bronzee. Quella in facciata riporta lo stemma bronzeo del comune di Ascoli Satriano e l’epigrafe dedicatoria del monumento:

MCMXV - MCMXVIII
PERCHE'  DEI PADRI
SIAN DEGNI I FIGLI
ASCOLI IV NOV MCMXXII

Sui rimanenti lati dell’obelisco sono fissate le targhe che riportano i nomi dei centoventinove caduti. Le lastre sono raccordate agli angoli da quattro teste di aquila. La data riportata, il 1922, ovviamente non è quella della realizzazione ed inaugurazione del monumento; si presume riporti la data della decisione di realizzazione del monumento ai Caduti.


La cancellata
La cancellata venne disegnata da Francesco Merola, componente del comitato pro Monumento di Ascoli Satriano, e realizzata da un gruppo di artigiani del posto: Antonio Iazzetti, Michele Cofano, Potito Malchiarella e Pasquale Mastracchio.

Le opere architettoniche in marmo ed in pietra
Le opere architettoniche in marmo ed in pietra furono eseguite dal maestro scalpellino Gerardo Santoro anch’egli di Ascoli Satriano. Gli autori di questi lavori vennero indicati negli articoli apparsi su Corriere delle Puglie del 10 novembre 1925 e su Fiammata, un settimanale della provincia di Foggia, del 15 novembre 1925.


fonte:
- “La Memoria degli uomini nel bronzo e nella pietra Monumenti e lapidi ai Caduti nei comuni della Capitanata”
- "Giulio Barbèri e il Monumento ai Caduti di Ascoli Satriano, scultura del '900 in Capitanata"
  
di Gianfranco Piemontese


 


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