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Situata
all’esterno
del parco archeologico, l'
area monumentale è composta da un ampio insediamento di epoca romana, una
necropoli, databile IV° - III° sec. a. C. La necropoli comprende un monumento
funerario, 5 tombe ( 2
tombe a grotticella , 2 tombe a cassone , ed una tomba alla cappuccina).
La scoperta di questa area risale al 2002,
avvenuta durante gli scavi per la costruzione di case popolari.
Monumento
funerario: l’edificio, costituisce un significativo esempio di architettura
funeraria per le peculiarità stilistiche che ricorrono per la prima
volta nel territorio dauno. Esso subì spoliazioni sia del corredo che
degli stucchi di cui sono conservate le impronte lungo le pareti
probabilmente negli anni ’30 durante lavori di sbancamento che
coinvolsero quest’area per la costruzione di alloggi popolari. Presenta
un’ampia camera rettangolare interamente rivestita da intonaco bianco,
con volta a botte, cui si accedeva attraverso una fornace. Le murature
presentano un nucleo in ciottoli fluviali mentre la volta è stata
realizzata assemblando tegole con laterizi. Il paramento in opus
mixtum presenta alcuni cubilia disposti ad arco in facciata.
Un dromos breve e piuttosto ripido conduceva all’ingresso
dell’edificio, posto ad un livello più basso rispetto al coevo piano di
calpestio ed alla limitrofa strada che collegava Ausculum con
Venosa. In una fase successiva l’ingresso della tomba fu occluso
mediante due muretti a doppia cortina.
Tomba dell'askòs canosino: pur rientrando nella
diffusa tipologia funeraria del tipo a grotticella se ne distingue per
la particolare monumentalità. Un ampio corridoio di accesso conduceva
alla tomba rinvenuta integra ma parzialmente compromessa dal crollo,
avvenuto in antico, della volta. Essa accoglieva due inumazioni, una
delle quali, la più recente, sistemata su una sorta di letto funebre
ricavato nel banco naturale. Il corredo era adagiato in parte sul letto
funebre ed in parte ai suoi piedi. Il grande contenitore di fabbrica
canosina con testa di medusa applicata (askòs) era affiancato da
vasi in alabastro ed uno stiletto funzionale al prelievo dei prodotti
(cosmetici o unguenti) in essi contenuti, una cassetta in osso e coppe
in vetro. L’altra deposizione risultava collocata, invece, direttamente
sul terreno.


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