La collina del Serpente , costituisce un campo privilegiato per ricerche archeologiche sulla daunia preromana. Già agli inizi del Novecento Pasquale Rosario, veterinario comunale, studioso di antichità, ispettore dei Monumenti e degli Scavi di Antichità, informava di scavi clandestini sull’altura. Le occasioni all’archeologia ufficiale si presentano solo con i primi interventi di opere pubbliche cui a partire dagli anni ’60 la collina era stata interessata o solo destinata. I primi ritrovamenti e scavi organizzati ebbero luogo in occasione dell’installazione del ripetitore RAI, poi dell’ampliamento del campo sportivo e della prevista edificazione, sempre sull’altura, della palestra comunale. Per l’autorizzazione di quest’ultima opera, furono eseguiti dalla Soprintendenza  saggi preliminari. Le strutture archeologiche allora individuate motivarono l’avvio di uno scavo sistematico che consentì di portare alla luce il santuario daunio. Già abitata nel neolitico inferiore, come attesta un tratto di fossato individuato sul versante sud ovest (non visibile), l’altura del Serpente fu un luogo di riferimento per le comunità dell’insediamento preromano di Ausculum. Adibita a necropoli fra il VI° e IV° sec. a.C., probabilmente in relazione con abitazioni in capanne sinora non individuate, la collina fu interessata nel V° sec. a.C. dalla costruzione di un grande edificio per le riunioni pubbliche e religiose delle comunità locali. L’altura abbandonata alla fine del IV°- inizi del III° sec. a.C., continuò ad essere utilizzata per sepolture degli aristocratici locali per tutto il II° sec. a.C. Recente è il ritrovamento in un’area esterna all’ingresso del parco di una necropoli di età imperiale disposta lungo la strada che conduceva in Lucania. Il parco comprende un percorso guidato tra le suggestive emergenze della collina e una sala didattica dotata di supporti audiovisivi e di pannelli esplicativi dell’evoluzione dell’antica Ausculum. Di notevole interesse l’ampia pavimentazione a ciottoli fluviali con disegni geometrici del santuario di età tardoantica, considerato unico dagli esperti, così come la tomba della Principessa, la tomba del Guerriero, la tomba delle Coppe di vetro, l’area monumentale del parco. Tali rinvenimenti sono stati il frutto di diverse campagne di scavi da parte della Soprintendenza della Puglia e delle Università di Potenza e Innsbruck. Il Parco Archeologico è stato aperto al pubblico nel 1995.

zona Anfiteatro  particolare pavimentazione 

tomba con dromos particolare interno casa Dauna resti di colonne il Santuario - particolare pavimentazione


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