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Ascoli Satriano, comune in provincia di Foggia, situato a m. 428 s.l.m. , a 33 Km. da Foggia. Clima, mite e temperato di tipo mediterraneo, il Territorio, si estende dal versante destro del torrente Cervaro e quello sinistro del fiume Ofanto, in direzione sud - sud/est, che lo separa dai territori di Foggia, Lavello e Melfi e confina inoltre con Stornarella, Ordona, Ortanova, Cerignola a est, con Bovino, Deliceto, Sant'Agata di Puglia, Candela e Castelluccio dei Sauri a ovest. I terreni, in parte coperti da boschi e mezzane, sono coltivati in assoluta prevalenza a cereali (grano duro) e per il resto a uliveti, frutteti, vigneti ed orti. Popolazione, circa 6.500 abitanti. Le sue origini ci portano ad un passato troppo lungo da ricordare ma ricco di avvenimenti da non poter dimenticare. Il Centro abitato distribuito su tre colline: Castello, Pompei e Serpente,  non può distogliere l’attenzione del visitatore, a sostare ed immergersi in una realtà ricca di storia, architettura e tradizioni popolari. Il visitatore non può fare a meno di completare la sua escursione degustando la gastronomia Ascolana ricca di ricette tipiche e prodotti che affondano le radici in un tempo che fu, vedi il pane Ascolano tanto decantato da Orazio.
Ascoli Satriano ( la vecchia Asculum Apulo o Ausculum Apulum) viene ricordato per la seconda battaglia di Pirro contro le legioni di Roma nel 279 a.C.


 Cosa visitare

il Polo Museale
Che comprende: il museo civico dove nella mostra permanente "Policromie del sublime" è possibile ammirare il gruppo marmoreo dei Marmi policromi
(seconda metà del IV° secolo a.C.), la mostra "Lo Spreco Necessario. Il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano", la sezione dedicata alla collezione “Pasquale Rosario”, la nuova sala dell'Apollo (statua in stile arcaistico, prima metà del II° secolo d.C.), del Bambino Cacciatore, la sala dei mosaici di villa Faragola; il museo diocesano con la quadreria, disposta in varie sale, comprende tele del XVIII° sec., la sezione degli argenti con gli ostensori, i calici, i pastorali.

mostra permanente "Policromie del sublime" mostra "Lo Spreco Necessario. Il lusso nelle tombe di Ascoli Satriano" la sala dei mosaici di villa Faragola sala dell'Apollo museo diocesano

panoramica - navata centraleil Duomo
La Chiesa della Natività della B.V.M., nella storia Ascolana è la terza Cattedrale di Ascoli Satriano. La prima, intitolata a San Pietro ( San Pietro in piano ) era presso la stazione ferroviaria di Ascoli, la seconda intitolata a Santa Maria del Principio, costruita nell’anno 1000 sul sito di una chiesa più antica dedicata alla Madonna, sorgeva sulla sommità della collina Torre vecchia ( Pompei ), venne distrutta da un terremoto, per cui il Vescovo di Ascoli, Giacomo (1419-1458) chiese all’allora Papa Callisto III° il trasferimento del titolo di Cattedrale da quella ormai distrutta alla Chiesa di S. Francesco tenuta dai Frati Francescani Conventuali che si trovava al centro della città.

il Parco archeologico dei Dauni
Adibita a necropoli fra il VI° e IV° sec. a.C., probabilmente in relazione con abitazioni in capanne sinora non individuate, la collina fu interessata nel V° sec. a.C. dalla costruzione di un grande edificio per le riunioni pubbliche e religiose delle comunità locali. L’altura abbandonata alla fine del IV°- inizi del III° sec. a.C., continuò ad essere utilizzata per sepolture degli aristocratici locali per tutto il II° sec. a.C. Recente è il ritrovamento in un’area esterna all’ingresso del parco di una necropoli di età imperiale disposta lungo la strada che conduceva in Lucania.

Monumento funerario del II° sec. d.C.l’Area Monumentale del Serpente
Situata all’esterno del parco archeologico, l' area monumentale è composta da un ampio insediamento di epoca romana, una necropoli, databile IV° - III° sec. a. C. La necropoli  comprende un monumento funerario, 5 tombe ( 2 tombe a grotticella , 2 tombe a cassone , ed una tomba alla cappuccina). La scoperta di questa area risale al 2002, avvenuta durante gli scavi per la costruzione di case popolari.

il Centro storico
La struttura del centro storico è caratterizzata da un assetto organico di case e di vie, di spazi costruiti e aperti, che segue una crescita a raggi concentrici con sviluppo anulare attorno a un nucleo centrale e vie radiali con case e botteghe, bassi e soprani, case contadine e palazzi signorili, agglomerate nella zona Castello. Appare subito all’occhio il labirinto di vie tortuose e di vicoletti, che si aprono improvvisamente in piazzette feudali, che denuncia l’assenza, in passato, di una piazza borghese centro della vita cittadina, sorta solo nel XX° secolo con la sistemazione di Piazza Cecco d’Ascoli (Piazza Giovanni Paolo II°).

la Selva di S. Giacomo ( Boschetto ) -  la fontanaAscoli fuori le mura
N
egli immediati dintorni della città vanno segnalate alcune zone boschive, vere oasi di verde nelle quali è possibile fare lunghe passeggiate, escursioni ecologiche, respirare aria purissima, esse sono: Selva S. Nicola, a 1,5 km per Ordona, si estende la vasta e folta Selva S. Nicola (il "Cimitero vecchio"), con viste stupende; Selva S. Giacomo, a 3 km sulla comunale Ascoli-Sedia d’Orlando si trova la Selva S. Giacomo (il "Boschetto"), con circa 70 ettari di bosco con giganteschi roveri e querce secolari, proprietà della Congrega “Maria SS. del Soccorso”.

il Ponte romano
Il ponte in pietra a tre arcate a schiena d'asino, presso Ascoli Satriano, sul torrente Carapelle, è un raro esempio di ingegneria idraulica e stradale, forse l’unico nella Capitanata, giunto fino ai nostri giorni quasi intatto dopo tanti secoli dalla sua costruzione (II° sec. d.C.). Quando Traiano ristrutturò la rete viaria che univa Roma all’Oriente ne fu interessata anche la via Herculia, che da Equo Tuticum ( presso Ariano Irpino) fino a Mutatio Aquilonis (Celle S.Vito) coincideva con la via Traiana; quindi deviava per Guevara, Giardinetto, Lamia, Catenazzo, Palazzo d’Ascoli, attraversava il Carapelle sopra detto ponte, e proseguendo per Ascoli Satriano intercettava la via Appia e si dirigeva verso Venosa e Potenza-Taranto.


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