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Risalente al sec. XVII°, ha un armonica facciata con un bel portale. Sorge sulla sommità della collina S. Potito, fu consacrata dal Vescovo di Ascoli Mons. Giuseppe Campanile il 16 giugno 1765. La Chiesa ha i lineamenti della classica architettura francescana, a due navate, con la terza sovrapposta al portico settentrionale del chiostro del contiguo convento, che conserva un bel pozzo in pietra. Sono presenti sei altari laterali del XVIII° secolo, in marmo policromi. L’altare maggiore, analogo ai primi, è dominato da un grande Crocifisso. All’interno ha un magnifico coro ligneo barocco del 1643; dipinti ed arredi del settecento; artistiche statue della stessa epoca ( Crocifisso, S. Potito, S. Pasquale ) in legno dipinto. La Chiesa fu elevata a sede di Parrocchia il 13 giugno 1941 per iniziativa di Mons. Vincenzo Santoro, Assessore alla sacra Congregazione Concistoriale e del Vescovo Mons. Vittorio Consigliere. La Parrocchia fu affidata ai frati Minori Francescani che ancora oggi la gestiscono.

 

 

panoramica altare maggiore - coro ligneo barocco del 1643

 Il Convento

facciata del conventoconvento - chiostro interno, il pozzo in pietraLa struttura conventuale è contigua e unita alla Chiesa omonima. Ha ospitato fin dalla sua fondazione i padri francescani riformati o frati minori. La chiamata della comunità francescana avvenne su iniziativa del Vescovo Mons. Francesco della Marra (1620-1624 ) che si addossò la spesa di pagare il censo annuo di due ducati all’abbazia di S. Marena proprietaria del terreno. Inoltre la pubblicazione amministrativa versava 40 ducati annui ai padri francescani per rifocillare i poveri. La prima pietra fu posata alla presenza delle autorità civili di Ascoli, del Vescovo Francesco della Marra, del Vescovo di Lucera Mons. Fabrizio Suardo, del Vescovo di Andria Mons. Antonio Francesco, del duca d’Andria e del principe Macchia. Furono chiamati due famosi predicatori francescani: Anselmo di Vietro e Matteo da Vico. Quest’ultimo fu il primo presidente della novella comunità francescana. Il convento superò le leggi restrittive murattiane del 1806 ma non quelle del 1866 del neo regno d’Italia che lo soppresse ed acquisito al patrimonio comunale. Il convento fu riaperto nel 1895 per iniziativa di padre Serafino Travaglio.

 Il Collegio Serafico

Nel 1937 la Provincia Francescana di S. Angelo aprì il Collegio Serafico per l’incremento delle vocazioni francescane. In data 16 luglio 1971, la provincia Francescana, dopo aver consultato il Consiglio Plenario Provinciale, decise di chiudere il collegio Serafico, per mancanza di vocazioni.


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