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La chiesa di San Giovanni Battista risale al XII secolo, localizzata alle pendici del quartiere medievale Serra (oggi collina Castello), ha l’ingresso posto alla fine di via Orfanotrofio. La facciata snella e compatta è segnata da due lesene costituite da un piede più grande in pietra squadrata, certamente riuso di antiche emergenze archeologiche, chiuso da una modanatura semicilindrica con gola sottostante. La facciata in sommità è chiusa da un muro di timpano circolare che occulta il colmo della copertura. Il perimetro è costituito da una grossa modanatura articolata che si innesta al piede dei due pinnacoli che sormontano le due lesene laterali. Due fori circolari simmetrici all’asse si aprono nel timpano quali aeratori del sottotetto. Una croce di ferro filiforme, su base piramidale, è installata sull’estradosso della modanatura del timpano. Ha subito nei secoli notevoli modifiche. Recenti restauri hanno riportato l’interno alla originaria divisione in due navate, separate da una maestosa colonna romanica in muratura che sostiene due archi a tutto sesto, pure questi in mattoni. Queste emergenze di stile romanico risalgono al primissimo periodo della Chiesa, quando era curata, nel medioevo dai Monaci Basiliani e successivamente dalle Suore Benedettine.

La chiesa, a pianta rettangolare, è ad una unica navata, con presbiterio ed abside coincidente. Il piano del presbiterio si innalza rispetto a quello della zona dei fedeli di due gradini. La zona dei fedeli ha il controsoffitto piano, mentre l’abside, delimitato da un possente arco ogivale in pietra squadrata, ha la pianta di un semidecagono con ai vertici delle costole radiali costituite da piastrini calcarei cilindrici, che nella zona alta diventano del tipo rampante a ogiva, per raccordarsi tutti e sei nella chiave di volta: una bella rosa di pietra, di chiaro stile tardo-gotico e, più precisamente, francescano. Infatti i Francescani Conventuali furono trasferiti in questa Chiesa nel 1455 dal Vescovo di Ascoli Giacomo.

Nella navata laterale sinistra si conservano due paliotti d’altare di marmo intarsiato e policromo del Seicento. Su quello più bello, tra girali di fiori e foglie con uccelli variopinti e di diverse specie, spicca al centro un medaglione con l’immagine di San Potito Martire, Patrono di Ascoli Satriano. Sempre in questa navata si può ammirare il sepolcro in pietra del 1629 della famiglia d’Alessandro, dove riposano due giovani della famiglia: Ottavio e Ferdinando.

Sul controsoffitto della zona dei fedeli sono installate tre grandi tele a olio che rappresentano tre momenti della vita di S. Giovanni Battista, dall’ingresso verso il presbiterio: La decollazione, il Battesimo del Cristo, piccolo con Gesù Bambino che lo disseta. Sulla sinistra dell’ingresso c’è una grande acquasantiera di pietra calcarea di colore rosa poggiante su un capitello ionico. In una piccola nicchia della navata laterale, in una vetrinetta si trova una statuetta di gesso colorato di S. Potito.

Alla fine del 1700 il Vescovo Emanuele De Tommasi fondò un asilo "per i figli del popolo". Con l'unità d'Italia, il complesso con la Chiesa divenne proprietà dello Stato che lo trasferì al Comune di Ascoli Satriano. Il Comune dal 1800 affidò l'educazione dei fanciulli alle Suore di Carità di S. Giovanna Andita Thouret che restarono in Ascoli Satriano fino al mese di luglio 2013.


   

   

   


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