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Le leggende

la Sacra icona bizantina della Madonna della Misericordia dopo il restauro del 2010Leggende sull’icona della Madonna della Misericordia, si narra che: una famiglia del quartiere ascolano del Castello, abitava nell'oscuro vano sottostante la Chiesa degli Agostiniani in condizioni di estrema povertà. La buona madre di questa famiglia usava tagliare pezzi di lardo, da distribuire ai numerosi figli, su una tavola sotto la quale niente faceva immaginare che si celasse un dipinto sacro. La donna, eseguendo una mattina questa consueta operazione, intaccò il legno con il coltello. Abbondanti fiotti di sangue sgorgarono dal tavolo e la donna, impressionata e stupita fortemente, ripulì la superficie insanguinata scoprendovi i volti della Vergine e del Bambino. Il seguito alla prodigiosa scoperta, su quella oscura e misera abitazione venne ampliata e abbellita la cappella, dove l'immagine sacra venne esposta ed è tuttora venerata e i discendenti di quella famiglia si trasmisero per generazioni la custodia del quadro. Nel medesimo tugurio, dove era stato rinvenuto il dipinto della Madonna della Misericordia, abitava una tale Leta del Lago. Molto pia e devota della Vergine; aveva raggiunto un'età ormai avanzata, senza aver avuto figli. Le speranze di averne uno si erano affievolite con gli anni e con i pareri medici, che le toglievano ogni illusione. Ma il desiderio insopprimibile della maternità era sempre più forte ed accompagnato da continue preghiere alla Vergine. Questa, quando le speranze e le illusioni della donna si erano ormai esaurite definitivamente, premiò la costanza e la fede della sua devota facendola rimanere incinta. Dopo nove mesi, una mattina di maggio, con meraviglia di tutti, Leta diede alla luce un figlio. Diffusosi la notizia del miracoloso parto, tutte le donne del paese si portarono, come in pellegrinaggio, nella casa di Leta, per ringraziare la Madonna e presero ad attingere dalla sua cisterna l'acqua ritenuta salutare e miracolosa. In ricordo di quel prodigio si perpetua in Ascoli l'usanza di suonare a distesa la campana della Chiesa della Misericordia, quando le donne partoriscono, per ringraziare la Madonna del lieto evento e per darne l'annunzio alla popolazione. La tradizione vuole che sia il padre di persona a suonare la campana o una persona da lui incaricata, se egli è assente da Ascoli. Leta del Lago, dopo il suo parto miracoloso fu chiamata "LETA BAMMINE". Il nome della donna sembra non riferirsi ad alcuna persona veramente esistita, ma definire la felicità di ogni donna che è "laeta" dei bambini che le nascono ( in dialetto ascolano: bbammine oppure bbommine ).

La campana della MisericordiaLa campana della Misericordia è oggetto di venerazione da parte degli Ascolani, che amano il suo suono inconfondibile. Si marra che: i suoi rintocchi siano stati sentiti da nostri emigrati, che lavoravano in una miniera americana. Stupiti dalla comune sensazione, sarebbero usciti dalla miniera per rendersi conto di quel che stava succedendo; ma, appena messo il piede fuori dalla caverna, questa sarebbe crollata. Convinti i nostri minatori che i rintocchi da loro sentiti altro non erano che un avvertimento della Vergine di quel che sarebbe accaduto poco dopo, avrebbero finanziato, secondo la leggenda popolare, la costruzione del monumentale trono sul quale viene portato in processione il busto di S. Potito Martire (Protettore di Ascoli Satriano), andato perduto in seguito ad un incendio nel 1999,  dietro il quale una piccola navicella simboleggerebbe la traversata dell'Atlantico da parte dei nostri emigrati.


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